sabato 8 marzo 2008

Non solo mimose ...

La Giornata Internazionale della Donna, comunemente però definita Festa della Donna è un giorno di celebrazione per le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne ed è una festività internazionale celebrata in diversi paesi del mondo occidentale l'8 marzo.
L'usanza di regalare mimose in occasione della festa non è invece diffusa ovunque.
L'8 marzo era originariamente una giornata di lotta, specialmente nell'ambito delle associazioni femministe: il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli.
Tuttavia nel corso degli anni il vero significato di questa ricorrenza è andato un po' sfumando, lasciando il posto ad una ricorrenza caratterizzata anche - se non soprattutto - da connotati di carattere commerciale e politico.
In Italia è molto diffusa una storia che fa risalire l'origine della festa ad un grave incidente avvenuto negli Stati uniti, l'incendio dell'industria tessile Cotton.
Secondo questa storia nel 1908 a New York, alcuni giorni prima dell'8 marzo, le operaie dell'industria tessile Cotton iniziarono a scioperare per protestare contro le condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero proseguì per diversi giorni finché l'8 marzo Mr. Johnson, il proprietario della fabbrica, bloccò tutte le vie di uscita. Poi allo stabilimento venne appiccato il fuoco (alcune fonti parlano di un incendio accidentale). Le 129 operaie prigioniere all'interno non ebbero scampo.
E a proposito di conquiste sociali, consentiteci una segnalazione personale: da qualche giorno, la nostra amica e collega Katia Grancara ha iniziato a collaborare con il quotidiano “il Bologna”.
I nostri calorosissimi Auguri di una bellissima e lunghissima carriera a Katia, e soprattutto con la speranza che in futuro non si dimentichi del piccolo blog da cui è partita, e che quindi, ogni tanto, continui a venirci a trovare su queste pagine virtuali.
Infine un Augurio Speciale alla nostra amica e mitica “Maestra”, Benedetta Cucci, a cui noi tutti dobbiamo l’idea e la nascita di questo blog, che, “molto umilmente”, ma con grande passione, stiamo cercando di portare avanti.
Lo Staff di Bologna Freelance

venerdì 7 marzo 2008

Buon Compleanno Anna!

Cento anni fa nasceva Anna Magnani, e a oltre trenta anni dalla sua scomparsa il suo volto rappresenta ancora nel mondo un'icona inalterabile del cinema italiano e di un certo modo di intendere il mestiere d'attore.
La Cineteca di Bologna renderà omaggio al centenario della nascita di Anna Magnani (7 marzo 1908) con una retrospettiva sui film interpretati dall'attrice italiana, che durerà tutto il mese di marzo.
Ad aprire l'evento, lunedì 10 marzo alle ore 20.00 al Cinema Lumière di Bologna, sarà la testimonianza di chi l’ha conosciuta bene, Carlo Di Carlo, che nel 1962 ha lavorato al fianco di Pasolini nel film "Mamma Roma" (1962, Italia) in cui la Magnani interpretò uno dei suoi ruoli più memorabili.
Di Carlo introdurrà la proiezione del capolavoro pasoliniano, nella versione restaurata da Mediaset – Cinema Forever, che sarà preceduta da un raro e importante documento audio: il "Diario al registratore" che Pasolini registrò durante la lavorazione del film per poi pubblicarlo sulle pagine de “Il giorno".
Tra le pellicole proiettate, anche il documentario di Chris Vermorcken "Io Sono Anna Magnani" (1979, Belgio).
La retrospettiva, chiamata per l'occasione Buon Compleanno Anna!, si concluderà il 31 marzo con "Molti Sogni per le Strade" (1948, Italia) di Mario Camerini.
Claudia Morselli

giovedì 6 marzo 2008

MUSICA, UN PROGETTO PER LA VALORIZZAZIONE DELLA FILIERA

Partita mappatura di soggetti, luoghi ed eventi legati al settore.

Nell'ambito del riconoscimento Unesco di Bologna "Città creativa della Musica", PromoBologna, in coordinamento con il Comune di Bologna, ha iniziato un lavoro di mappatura sul territorio bolognese per la ricostruzione e riclassificazione dei soggetti (enti e istituzioni, associazioni, imprese e professionisti), dei luoghi (teatri, locali, spazi religiosi e pubblici) e degli eventi (festival, rassegne, stagioni concertistiche) attraverso cui la musica viene "prodotta" e "consumata".
Il progetto di ricerca prende il via da esigenze legate al riconoscimento dell'Unesco: è di vitale importanza infatti avere un quadro esaustivo e completo del settore musicale bolognese, per portarlo all'attenzione internazionale e per procedere ad una valorizzazione della filiera.
Tra gli obiettivi del network Unesco è prevista l'incentivazione dello sviluppo della creatività e le partnership pubblico-privato; la predisposizione di progetti e azioni volte a raggiungere obiettivi economici e sociali e culturali attraverso iniziative creative; la promozione di studi sull'impatto economico delle industrie creative; l'incentivazione dello sviluppo dell'industria creativa a fini turistici.Il progetto, che verrà realizzato in 3 fasi (gennaio-luglio 2008), cercherà di soddisfare molteplici obiettivi: verificare l'esistenza di un vero e proprio "distretto culturale della musica", analizzare i punti di forza/debolezza e le criticità/opportunità del settore musicale, valutare l'impatto economico in termini occupazionali e di valore aggiunto.
Le informazioni raccolte serviranno per fornire per la prima volta una mappatura aggiornata e completa dei protagonisti del settore sul territorio.
E soprattutto per predisporre insieme agli attori della filiera e alle istituzioni proposte operative per lo sviluppo del settore a Bologna e per attivare azioni di marketing territoriale che possano valorizzare l'identità musicale bolognese in Italia e a livello internazionale, rafforzando l'attrattività del settore.
Sarà infine un'occasione per parlare di "musica" non solo per il suo valore culturale, ma anche per
la sua rilevanza economica.
Il progetto di mappatura ha preso il via con un primo censimento dei soggetti (gennaio-febbraio) - base di partenza non definitiva dell'intera ricerca - dei luoghi e degli eventi del settore musicale bolognese.
Secondo i primi dati raccolti da PromoBologna le imprese attive nel comparto sono 158, i liberi professionisti 103, le associazioni 67, le istituzioni e gli enti 15.
I luoghi in cui a Bologna viene consumata musica risultano ad una prima ricognizione 66 mentre gli eventi sono 61.
Un quadro variegato che mostra un "sistema musica" complesso dalla grande capacità creativa e
da elevati livelli professionali e imprenditoriali.
Il lavoro sul campo - curato da un team con diverse specializzazioni - ha preso avvio il 29 febbraio con una riunione che ha visto la partecipazione di vari soggetti del settore, dalle associazioni alle imprese agli enti.
Sono previsti incontri singoli, schede di rilevazione e ulteriori riunioni con l'obiettivo di completare la mappatura entro maggio, di predisporre il rapporto di analisi nel mese successivo ed elaborare le proposte di valorizzazione e di sviluppo del settore condivise tra le istituzioni e i protagonisti del comparto nel mese di luglio.
L'originalità del lavoro riguarderà in primo luogo gli obiettivi che la ricognizione si propone, ma anche la scelta di applicare questo modello di ricerca ad un settore multidisciplinare che appartiene alla cosiddetta economia della cultura e della creatività (che sempre più sta assumendo rilevanza nelle economie avanzate e quindi anche per il territorio bolognese) e che presenta molte
diversità dalle tradizionali filiere manifatturiere.
(Uff.Stampa PromoBologna)

mercoledì 5 marzo 2008

L’arte leggera del far ridere

Imitatore, comico, attore di teatro e di cinema, conduttore televisivo, donnaiolo.
Ma più di tutto, gran parlatore.
Questo era Walter Chiari.
Quella sua capacità innata e imprevedibile di intrattenere il pubblico per ore, di improvvisare, di interpretare diversi personaggi.
Tanto che alla fine la sua non era più una recita, ma una tranquilla e spontanea chiacchierata tra amici.
E per chi lo ha amato non c’è omaggio più grande che possa fargli che una chiacchierata in suo onore.
Questo l’intento di Matteo Belli – mimo-fantasista, attore e autore di teatro – che stasera alle 22.00 al Teatro Eden-I Portici Hotel porta in scena Le guerre di Walter.
Uno spettacolo su testi originali di Walter Chiari in omaggio alla sua arte affabulatoria, che Matteo Belli dedica «…a tutti coloro che pensano che l’uomo diventi adulto quando ritrova la serietà del gioco di un bambino, a tutti coloro che ad uno Shakespeare fatto male preferiscono una barzelletta raccontata bene».
L’attore bolognese non è nuovo a questo genere di teatro solista: lui, il palco e il suo pubblico anche in "Gente intendete questo sermone"(monologhi giullareschi medioevali e moderni), uno dei suoi ultimi lavori.
In questi spettacoli-monologhi Matteo Belli cerca di riscoprire e riattualizzare per lo spettatore contemporaneo l’antica sapienza dell’intrattenimento, usando come unici strumenti il linguaggio corporeo, quello vocale, nella sua variegata gamma di timbri sonori, e la risata, il più nobile degli strumenti.
E ciò lo avvicina a quel gran monologhista che fu Walter Chiari, l’uomo, più che l’attore, che a detta di Gino Bramieri inventò il dialogo col pubblico.
Guerre – spiega Belli – perché Walter Chiari creò alcune delle sue più famose macchiette e storie – memorabili l’alpino Toni Betteton, i marziani, il sommergibile – nell’immediato dopoguerra, come se nella semplicità di una risata volesse indicare al Paese la strada per rinascere, per risollevarsi.
E se c’è un’eredità che Wallter Chiari ha lasciato agli italiani e ai comici che sono venuti dopo di lui – oltre all’indimenticabile Sarchiapone – è proprio quell’arte leggera di saper ridere e prendere con ironia gli alti e bassi della vita.
Per uno come lui che visse con entusiasmo una vita di corsa, in cui uomo e personaggio, scena e fuoriscena si mescolavano, rincorrendo successi e delusioni, questa esuberanza e leggerezza furono forse la sua arma vincente, nella vita e nello spettacolo.
Ciò che lo rendeva più umano, e perciò amato, anche se non da tutti e forse in ritardo.
Seppe ridere e prendersi in giro fino all’ultimo, anche quando ricoverato in clinica per un malore, poco prima di venire colpito da un infarto, dichiarò: «Sto bene sto bene, il mondo dello spettacolo non può fare a meno di me».
Si congedò lasciandoci un’ultima battuta: «Non vi preoccupate, è tutto sonno arretrato», incisa per i posteri nel suo epitaffio.
Katia Grancara

lunedì 3 marzo 2008

Il Casalone cambia casa

È toccato al TPO, al Link, al VAG, ora è la volta del Casalone.
L’associazione “Casalone Rock Club – il Sottotetto” (costituitasi nel ’93) lascia la storica sede di Viale Zagabria – occupata dagli anni ’90 assieme al Covo – e si trasferisce nell’ex vivaio comunale di via Viadagola 16.
Un trasloco atteso e studiato, possibile grazie ad una convenzione che il Comune ha stipulato con l’associazione in collaborazione anche col quartiere San Donato. E dietro al quale – precisa Anna Patullo, assessore all’Ambiente con delega alle politiche giovanili – c’è un progetto preciso: la volontà cioè di rivedere, sistemare e riorganizzare tutti gli spazi per i giovani.
Nato a metà degli anni ’80 nel quartiere San Donato come centro di aggregazione giovanile e di promozione musicale, il Casalone è diventato negli anni un punto di riferimento nel panorama bolognese, non solo musicale, ma anche culturale in senso più ampio.
Spazio nuovo dunque, ma continuità nelle attività dell’associazione, tra cui quelle di solidarietà che da anni la vedono impegnata in progetti ed iniziative nei paesi in via di sviluppo.
A ciò si aggiungono le opportunità-potenzialità offerte da questa nuova collocazione, in primis l’autogestione dello spazio verde che circonda lo stabile assegnatole e la possibilità di sfruttare energie alternative, come quella solare. Si parla di 1,5 ettari di terreno (dei 13 complessivi dell’area), recintato dalla stessa associazione, che si vuole sfruttare anche per attività extra-musicali, scolastiche, sportive, culturali.
La vicinanza poi dell’ ex vivaio alla facoltà di agraria – spiega il Preside Andrea Segré – fa sperare che questo nuovo spazio giovanile possa diventare un luogo di incontro e di riferimento per i suoi studenti.
Uno spazio insomma da vivere sia di notte che di giorno, anche attraverso proposte ed eventi organizzati in sinergia con il quartiere e altre realtà associative.
La programmazione ufficiale sarà disponibile solo da maggio, ma qualche anticipazione è già possibile farla. In rispetto della lunga tradizione il venerdì rimarrà la serata del funky con i djs Zeta e Molla, il sabato del reggae/dub/hip pop con i djs Pier Tosi e Mongardino Posse ed eventuali ospiti. Il resto della settimana sarà dedicato invece alla musica dal vivo, una tradizione che a Bologna si è un po’ persa e che si vorrebbe poter rilanciare. Già confermata la presenza di Ritchie Kotzen ex Mr.Big/Poison (6 marzo), degli House of Lords (26 marzo), dei Twin Dragons (3 aprile), dei Tygers of Pan Tang (13 aprile).
I presupposti ci sono tutti e la volontà pure.
Unica nota dolente in questo quadro agreste è la mancanza di un collegamento pubblico con il centro. Problema non da poco, se si pensa che i frequentatori di questi spazi sono soprattutto studenti, molti dei quali fuori sede, non automuniti. Si sta pensando anche a questo – afferma l’assessore – ma una soluzione praticabile (l’ipotesi è quella di un accordo con l’ATC per un autobus dedicato che colleghi i principali centri sociali) non è ancora stata trovata.
Se si riuscirà anche in questo potremo allora dire che si è fatto davvero qualcosa di nuovo.
Katia Grancara

domenica 2 marzo 2008

DIETRO LE QUINTE SUL PALCO

Incontro aperto al pubblico per scoprire come nascono gli spettacoli.

Dopo il successo e la grande partecipazione al primo appuntamento del nuovo ciclo Dietro le quinte sul palco, giunto alla sua terza edizione, ecco una nuova ed entusiasmante occasione per avvicinarsi al mondo dello spettacolo e della musica da una prospettiva diversa, partecipativa e celebrativa al tempo stesso.
Lunedì 3 Marzo alle ore 21, infatti, salirà sul palco del Teatro delle Celebrazioni GIOVANNI ALLEVI questa volta per raccontarsi, in un incontro-intervista aperto al pubblico e condotto dal giornalista Claudio Cumani.
Il pubblico in sala sarà invitato a porre domande direttamente all'artista, per ripercorrere le avventure e le vicissitudini, il coraggio, l'impegno e la passione, che lo hanno portato a calcare i palcoscenici dei più importanti teatri internazionali, oltre a scoprire i segreti del “mestiere” e quell'insieme di processi, elaborazioni e alchimie che portano alla creazione della sua musica.
Giovanni Allevi, compositore e pianista, rielabora la tradizione classica europea aprendola alle nuove tendenze pop e contemporanee, già nei suoi primi lavori mostra la freschezza della sua invenzione musicale e l'attualità della sua produzione compositiva, riscuotendo ampi consensi di critica.
La sua affermazione di artista internazionale inizia quando la musicista giapponese Nanae Mimura, propone alcuni brani di "13 Dita” alla Carnegie Hall di New York.
Il tour internazionale che parte dal palco dell'HKAPA Concert Hall di Hong Kong, nel giugno 2004, è il segno di una crescita artistica inarrestabile, che il 6 marzo 2005 lo porterà ad esibirsi sul palco del tempio mondiale del Jazz: il “Blue Note” di New York, dove registra due strepitosi sold-out.
Nel 2005 riceve due importanti riconoscimenti: a Vienna è insignito dell’onoreficenza di “Bosendorfer Artist”, per la “valenza internazionale della sua espressione artistica”, e dalla sua terra di origine, il Premio “Recanati Forever per la Musica” per “l’eccellenza e la magia con cui accarezza i tasti del suo pianoforte”.
Al termine della lunga tournèe internazionale registra "JOY", il suo quarto album di pianoforte solo.
La critica nazionale ed internazionale lo definiscono "il genio italiano del pianoforte", "il Mozart del 2000", decretando Giovanni Allevi portavoce nel mondo della nuova creatività musicale italiana.
Giovanni Allevi sarà poi in concerto al Teatro delle Celebrazioni dal 4 al 6 marzo, con il suo tour “Allevilive”, che prende il nome dall’ultimo album (uscito l’ottobre scorso) del compositore e pianista marchigiano, un doppio disco dal vivo che racchiude l’ inedito “Aria” e 26 composizioni tratte dai quattro album di Allevi per pianoforte solo (“13 Dita” pubblicato nel 1997, “Composizioni” pubblicato nel 2003, “No Concept” pubblicato nel 2005 e “Joy” pubblicato nel 2006).
Claudia Morselli

I Leoni di Cannes arrivano a Bologna

Per il secondo anno, domani, domenica 2 marzo, alle 20.30 alla Sala Multimediale Mascarella in Via Mascarella 44, saranno proiettati gli spot che hanno partecipato a “I Leoni di Cannes 2007” massimo riconoscimento internazionale per il mondo dei pubblicitari, dei creativi e delle agenzie di pubblicità di tutto il mondo.
Arrivano, come nella prima edizione, sotto forma d’evento pubblico a partecipazione gratuita, grazie alle associazioni di categoria Federpubblicità Bologna e TPTecnici Pubblicitari Professionisti Emilia Romagna.
I Leoni di Cannes rappresentano il massimo concorso internazionale per il mondo dei pubblicitari, dei creativi e delle agenzie di pubblicità di tutto il mondo.
I Leoni di Cannes 2007, 54° Festival Internazionale dell’Advertising, si sono tenuti dal 17 al 23 giugno 2007, come di consueto a Cannes, sulla Costa Azzurra, in Francia.
Edizione da record: ben 25.000 candidature per le 9 categorie del festival; 67 seminari e workshop (ospite di rilievo Al Gore con il suo intervento sull’industria dell’advertising come strumento di sensibilizzazione sui cambiamenti climatici); 11.000 visitatori registrati da oltre 75 paesi del mondo e 9.000 accrediti di professionisti del settore.
Cannes 2007 è stata anche un’edizione portatrice d’innovazione anticipando per il 2008 l’entrata in concorso della nuova categoria “Design”, annunciata dal Ceo del festival Philip Thomas, tra i premi che saranno assegnati nella futura edizione, portando a dieci le categorie degli award in palio.
I “Design Lions” premieranno l’uso creativo e innovativo del design per lo sviluppo e la comunicazione di un prodotto o di un brand.
Quest’anno, il “premio dei premi”, ovvero il Grand Prix, è andato allo spot “EVOLUTION”, un filmato di 74 sec. sul prodotto DOVE della UNILEVER, diretto da Yael Staav e Tim Piper, per l’agenzia OGIVLY & OMATHER di Toronto.
Uno spot simbolico, che mostra quanto sia artefatto il canone di riferimento odierno di bellezza e rilancia un concetto, ad oggi desueto, di bellezza autentica.
Purtroppo, nessun’agenzia italiana si è classificata per questa categoria.
Segnaliamo, il BRONZO vinto dall’agenzia ADMCOM di Bologna, nella categoria OUTDOOR con “KEEP PLAYING”, realizzato per il cliente CASINO’ DI VENEZIA e il BRONZO vinto dall’agenzia ARNOLD WORLDWIDE ITALY di Milano, nella categoria DIRECT con “VOODOO KIT”, realizzato per promuovere la stessa agenzia nel mercato B2B.
Claudia Morselli