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domenica 27 marzo 2011

I campanili di San Pietro di sera

"Sarà un’occasione unica - dice Enrico Postacchini, presidente di Confcommercio Ascom Bologna e di Bologna Incoming - per svelare una volta ancora il fascino di Bologna dove arte, storia e senso del bello si fondono in invitanti proposte, come questa visita dei Campanili del Duomo di San Pietro". 
I Campanili di San Pietro di sera sarà la prima di una lunga serie di incontri,  anche serali per permettere ai cittadini e ai turisti di vivere la città-  rileva Paola Balestra Presidente di GAIA eventi-  Guide Accompagnatori Interpreti Autorizzati, associazione culturale che fa parte  da quasi vent’anni della Confcommercio Ascom Bologna. 
"È un’apertura eccezionale, in collaborazione  con la Chiesa Metropolitana di San Pietro,  che intendiamo ripetere per la prossima estate e che ci permetterà di fare una visita guidata fino in cima alla cella campanaria in orario serale". 
Le visite, guidate da Monica Fiumi e Anna Brini, si svolgeranno con un minimo di dieci partecipanti e un massimo di venticinque; appuntamento ogni sabato alle ore 20,30 in via Altabella presso l’ingresso laterale della Cattedrale (€ 8,00 comprensivo di contributo). 
Le visite proseguiranno tutti i sabati fino 16 aprile. 
La prenotazione è obbligatoria scrivendo a info@bolognaeventi.com o telefondando allo 051 9911923.

sabato 24 maggio 2008

Festival della Psicologia

Fino a domani, domenica 25 maggio si tiene a Bologna la seconda edizione di FdP, il primo e unico Festival della Psicologia in Italia.
Ideato dall’Assessore Maria Cristina Santandrea insieme allo psicoterapeuta Paolo Franchini e sostenuto da UniCredit Banca in qualità di sponsor unico, il Festival si propone come luogo di incontro tra i settori più vivaci della realtà cittadina, quelli economici e turistici e quelli culturali. Nato con una vocazione eminentemente divulgativa, il Festival intercetterà, come già avvenuto durante la passata edizione, il pubblico più vario: “Si va dagli addetti ai lavori, fino ai semplici curiosi, – ha sottolineato l’Assessore Santandrea – che desiderano conoscere più da vicino la città di Bologna e ascoltare riflessioni approfondite su tematiche attuali”.
La riflessione di quest’anno si concentrerà particolarmente sull’Eros legato ai sentimenti dell’Invidia e della Lussuria.
A parlarne ci saranno psicologi, giornalisti, criminologi, esperti d’arte.
In particolare, Vittorino Andreoli tesserà un “Elogio alla normalità”, riflettendo su “comportamenti dimenticati”; Paolo Crepet parlerà de “Il corpo e il gioco della seduzione”; Willy Pasini, analizzerà “L’immaginario erotico”, in particolare “il limite tra trasgressione e ossessione”.
Il festival sarà anche un’occasione per conoscere le ultime produzioni letterarie di autori come Maria Rita Parsi e Raffaele Morelli.
Gli incontri saranno anche un’occasione per ammirare alcuni tra i gioielli artistici di Bologna: la sala dei Carracci del Palazzo Magnani, sede dell’UniCredit, la Cappella Farnese e la Sala Farnese di Palazzo d’Accursio, la sala dello Stabat Mater dell’Archiginnasio, il Teatro Manzoni.
Tutti gli incontri sono a ingresso gratuito.
Claudia Morselli

domenica 18 maggio 2008

Nasce a Bologna il Design Center dell'Emilia Romagna

Nasce a Bologna un centro per promuovere il design nel sistema produttivo dell’Emilia-Romagna utilizzando le competenze dei docenti e dei giovani laureati dell’Accademia di Belle Arti.
Il nuovo "Design Center Bologna", progettato dall’Accademia, prende il via con l’accordo sottoscritto con la Regione Emilia-Romagna e la Fondazione Carisbo che lo sosterranno ed è stato presentato dal presidente dell’Accademia Fabio Roversi Monaco assieme al direttore dell’Accademia Mauro Mazzali, dall’assessore regionale alle attività produttive Duccio Campagnoli e da Carlo Branzaglia, docente dell’Accademia che assume la direzione scientifica del Centro.
Il Design Center entrerà a far parte della rete regionale per l’alta tecnologia dell’Emilia-Romagna, sostenuta dalla Regione.
Si impegnerà, infatti, non soltanto in attività di ricerca e sperimentazione come laboratorio dell’Accademia, ma anche di fornitura di trasferimento di conoscenza e servizi di alta formazione e consulenze mirati alle imprese.
Il progetto parte dalle iniziative sul piano della formazione e della ricerca nel settore del design poste in essere dall’Accademia di Belle Arti (che dall’anno accademico 2006-2007 ha aperto un corso di laurea di Progettazione grafica e dal 2008-2009 ne farà partire anche uno in Design di prodotto) e fa seguito all’attività di relazione e contatto con professionisti, istituzioni e imprese, oltre che alla valutazione delle necessità del contesto imprenditoriale regionale che ha portato alla nascita all’interno dell’Accademia di Belle Arti di un Dipartimento di progettazione e arti applicate.
Il "Desing center Bologna" che vede un investimento iniziale di 2,5 milioni di euro, sarà guidato da un comitato scientifico designato dall’Accademia; impegnerà una squadra di 15 persone tra docenti dell’Accademia: uno staff permanente di ricercatori scelto tra giovani neo laureati, laureandi e una rete di esperti dei vari settori.
"Il Desing center è un'idea bella e originale – ha detto l’assessore Campagnoli – che, grazie all’intuizione della Accademia di Belle Arti di Bologna e al nuovo impegno che condividiamo con la Fondazione Carisbo, mette a disposizione delle imprese di Bologna e della regione molto di più del marketing di tutti i giorni; offrirà, infatti, le risorse della scienza, del design e della comunicazione, con le nuove tecnologie disponibili anche in questi campi, per l’innovazione di prodotti che è ancor più importante dell’innovazione tecnologica. Un progetto tanto più interessante perché si propone di riscoprire e riutilizzare anche in questo campo la grande e peculiare tradizione di cultura artistica e di cultura industriale di Bologna e della nostra regione. Tra l’altro il Design center studierà il marchio unitario del sistema fieristico regionale dell’Emilia-Romagna. Darà così anche un contributo importante a quell’obiettivo di promuovere un nuovo "Made in Emilia-romagna", come parte delle eccellenze del nuovo "Made in Italy", che è un po’ il filo conduttore di tutta la politica industriale regionale che abbiamo sviluppato e vogliamo sviluppare".
A ispirazione del Design Center c’è innanzitutto una ricognizione delle collezioni pubbliche e private e dei patrimoni relativi alla cultura industriale in Emilia-Romagna nell’ipotesi di una loro messa in rete e un’analisi delle opportunità che da questo patrimonio possono di derivare per la formazione dei nuovi "artisti" del desing.
Il primo appuntamento al Design Center Bologna è con la conferenza "Le scelte del packaging", in programma il 16 e 17 giugno prossimi.
Claudia Morselli

domenica 4 maggio 2008

Regali e regole




Fino al 29 giugno sarà visitabile, presso lo SpazioGAM del MAMbo, “Regali e regole. Prendere, dare, sbirciare nel museo” con progetti ideati e creati per l’occasione da Stefano Arienti e Cesare Pietroiusti.

La mostra, che ha fatto da evento inaugurale per lo SpazioGAM, illustra in maniera chiara la futura linea guida delle iniziative che troveranno sede in questa parte del museo bolognese, non a caso attigua alla collezione permanente: qui infatti vengono esposte opere nate da attività sperimentali e laboratoriali volte a sviluppare una maggiore interazione con la città e il territorio oltre che una divulgazione delle più attuali ricerche artistiche.
In questa occasione opere frutto dell’inedita collaborazione fra due dei più significativi artisti italiani sono affiancate a loro importanti opere del passato sviluppando così, da una parte, un dialogo continuo sui temi e sulle problematicità che investono oggi l’arte contemporanea (l’autorialità, il valore dell’opera d’arte, la sua distribuzione e la sua conservazione, la partecipazione del pubblico) e, dall’altra, i punti di partenza della rispettiva ricerca mostrandone convergenze e complementarità.
Così un’intera parete ricoperta da centinaia di disegni prodotti durante il workshop condotto dagli artisti nella settimana precedente la mostra mediante l’utilizzo dei materiali e delle tecniche che gli sono propri (vino Sangiovese di Romagna o acqua di rubinetto su carta per Cesare Pietroiusti e disegno a mano libera per Stefano Arienti) diventa il simbolo di un’opera viva, mutevole e per la prima volta alla portata, economica, di chiunque; qualunque visitatore infatti può, nel rispetto di regole prestabilite e fino ad esaurimento, prendere e portare via uno dei disegni originali esposti.
Il pubblico è protagonista anche nella realizzazione di “Disponibilità della cosa” la scultura creata dai due artisti durante la serata inaugurale dello scorso 5 aprile con banconote da 50 euro donate dai visitatori presenti; tale iniziativa sancisce la nascita di nuova forma di mecenatismo low budget.
Gli offerenti infatti si trasformano per la prima volta da semplici spettatori a veri e propri compartecipanti di un’opera di cui in caso di eventuale vendita futura riceveranno gli utili realizzati.
Qui le piegature di Stefano Arienti, già presenti in mostra con un’opera del 1988 “Turbine”, convergono nelle alterazioni di Cesare Pietroiusti fondendosi in un oggetto in cui le implicazioni estetiche e economiche sono completamente indistricabili.
L’indefinibilità del progetto e il suo continuo sforamento verso territori di condivisione tra artista e pubblico, e finora mai esplorati da un museo italiano, continueranno per tutta la durata dell’esposizione e si concluderanno per il finissage quando tra il 28 e il 29 giugno Stefano Arienti e Cesare Pietroiusti resteranno per 24 ore consecutive all’interno del museo per incontrare i visitatori e discutere con loro.
Claudia Morselli

martedì 29 aprile 2008

Nel nome di Bologna

È stato presentato presso la Chiesa di Santa Cristina della Fondazza il volume "Nel nome di Bologna. Consulta tra antiche istituzioni bolognesi", a cura di Guglielmo Franchi Scarselli con introduzione di Mario Fanti (ed. L'inchiostroblu) realizzato grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna.
Il libro presenta storia e vicende attuali di ventisei antiche istituzioni bolognesi che si pongono nel solco di una vocazione assistenziale e culturale che a Bologna ha solide radici.
Di esse il volume propone storia e vicende attuali, dando conto dei ragguardevoli patrimoni artistici e archivistici acquisiti e ampliati lungo i secoli.
Create dall’inventiva, dal cuore, dalla sensibilità religiosa e civica dei cittadini, le antiche Istituzioni fanno parte a pieno titolo della storia della città e delle sue pagine migliori.
Bologna vanta un cospicuo numero di antiche Istituzioni che svolgono tuttora la loro attività, in molti casi da tempi remoti.
Memoria e coscienza della città, tali Istituzioni hanno saputo transitare attraverso il severo collaudo dei secoli di storia, grazie a principi e finalità di grande valore, adeguandosi con efficacia ai diversi contesti in cui hanno dovuto operare.
In copertina: Marcantonio Franceschini, Madonna col Bambino e S. Petronio, Basilica di San Petronio.
Claudia Morselli

domenica 27 aprile 2008

Bologna prende corpo

Una giornata per promuovere le arti dedicate al movimento del corpo attraverso un circuito di luoghi dove danzatori e appassionati si esibiranno.
Per tutti un unico obiettivo: festeggiare la Giornata Mondiale della Danza 2008.
Il 29 Aprile 2008 è la Giornata Mondiale della Danza.
Anche Bologna celebra questo evento con una serie di appuntamenti che animeranno per tutto il giorno molte piazze della città.
Promossa dall'International Dance Council / ITI Unesco, la GMD è stata istituita nel 1982 per promuovere l'importanza della danza nel mondo, riconoscendo nell'accesso alle arti un diritto di ogni persona e convenendo nell'attribuire alla danza una valenza fondamentale per lo sviluppo dell'essere umano.
Nella mattina, Scosse telluriche invadono la città. Tutti i danzatori, sostenitori, amanti dell'arte del movimento che hanno il desiderio di contribuire al realizzarsi di questa giornata dedicata alla danza scenderanno in campo creando alle 10 del mattino frammenti di danza, momenti coreografici, brevi performances, letture di testi o semplicemente la lettura del messaggio dell'UNESCO per la giornata della danza 2008.
Nel pomeriggio e in serata, dalle 18 alle 21, la danza continua a muoversi. Performance, improvvisazioni, brevi coreografie, azioni sceniche saranno replicate in altri luoghi della città normalmente non deputati alla danza ed allo spettacolo ma collegati con l'arte, la cultura e la bellezza della nostra città. Si ritroveranno nel centro della città i danzatori coinvolti nell'iniziativa per creare un circuito di luoghi danzanti.
La giornata si concluderà alle 21 con una serata di Jam tra i danzatori e musicisti che hanno partecipato alla giornata, dove l'improvvisazione rinforza il senso della comunicazione, per finire con un brindisi tutti insieme presso la Galleria d'arte moderna MAMbo.
Le musiche saranno a cura della Compagnia d'Arte Drummatica.
Il giorno successivo si potrà assistere o partecipare alle lezioni in tutte le scuole di danza che aderiscono all'iniziativa.
L'iniziativa nasce da un'idea di Roberta Zerbini - EKODANZA, ed è organizzata dall' A.S.D. Selene Centro Studi, in collaborazione col Comune di Bologna – Assessorato alla cultura, Museo d'Arte Moderna di Bologna MAMbo e AICS Associazione Italiana Cultura e Sport provinciale.
Per il programma completo con i luoghi e gli orari http://www.ekodanza.it/
Claudia Morselli

mercoledì 23 aprile 2008

Cari Emergenti ...

Ecco una notizia per voi ...
Come avevamo anticipato nel nostro post del 10 dicembre 2007, il sito di Emergenza Creativa sta andando avanti ed ora propone "NarrAzioni", concorso per narratori e illustratori emergenti, con scadenza il 23 maggio.
Project Room 507 (dal nome dell'aula dove le ragazze dello staff si sono incontrate e conosciute per dare vita a questo nuovo sito) propone uno spettacolo singolare in cui gli artisti emergenti saranno gli unici artefici e protagonisti della serata NarrAzioni.
L’intenzione dello staff è di costruire un evento che porti alla ribalta scrittori, illustratori, pittori,scenografi, attori, video maker e tecnici allo scopo di stimolare la creatività di ognuno di essi per la realizzazione di un’esibizione dinamica, comunicativa, innovativa e multidisciplinare capace di mettere in scena per la prima volta uno spettacolo fresco, fatto di ambizioni, sogni, coraggio, determinazione e talento.
Sullo sfondo di un palcoscenico, uno schermo bianco sarà il supporto sul quale verranno messi in scena, da un gruppo di attori, tre racconti inediti scritti e illustrati appositamente da artisti non ancora affermati.
Non si tratta di una semplice lettura di brani, ma di un originale format che userà il palco come un grande libro su cui le illustrazioni in movimento trasformeranno in immagini le parole e il pubblico avrà l’impressione di essere protagonista del racconto.
I tre racconti e i tre illustratori verranno selezioni tramite un bando aperto a nuovi artisti emergenti: ad ogni racconto verrà associato un illustratore che creerà ad hoc 5-6 tavole.
Per questo progetto si ricercano 3 narratori e 3 illustratori che realizzazione delle tavole che costituiranno la scenografia per la performance di metà luglio 2008.
La serata si concluderà con la premiazione della coppia scrittore-illustratore, con la possibilità di pubblicare il proprio lavoro con una casa editrice indipendente di Bologna.
Claudia Morselli

domenica 20 aprile 2008

L'offesa della razza

Nell’ambito delle iniziative per celebrare il 63° anniversario della Liberazione, lunedì 21 aprile, alle ore 12.30, nella sala Caminetto di palazzo Malvezzi (via Zamboni 13), verrà inaugurata la mostra “L’offesa della razza - razzismo e antisemitismo dell’Italia fascista”.
Saranno presenti Beatrice Draghetti e Maurizio Cevenini, presidenti della Giunta e del Consiglio provinciale; Sergio Cofferati, sindaco di Bologna; William Michelini, presidente ANPI (Associazione nazionale partigiani) provinciale di Bologna e Ezio Raimondi, presidente Istituto Beni Culturali Emilia-Romagna.
Fino al 10 maggio saranno esposti documenti e immagini che testimoniano l’atteggiamento razzista, antisemita, e intollerante in genere nei confronti del “diverso”, che ha caratterizzato il regime fascista.
Alle ore 10 della stessa giornata di lunedì, la presidente Draghetti parteciperà in Cappella Farnese di Palazzo d’Accursio, alla presentazione condotta da Sergio Cofferati, sindaco di Bologna del libro di Rossella Ropa "I Prigionieri del Terzo Reich. Storia e memoria dei militari bolognesi internati nella Germania nazista (1943–1945)", Bologna Clueb, 2008.
Alle ore 17, al Museo della Resistenza (via Sant’Isaia 20) il vicepresidente della Provincia, Giacomo Venturi, interverrà alla inaugurazione della mostra “I polacchi a Bologna, 2° Corpo polacco in Emilia-Romagna” promossa dall’associazione culturale Italo-polacca "Malwina Ogonowska", dal Consolato generale della Repubblica di Polonia in Milano, e Istituto Storico Parri Emilia–Romagna per ricordare il sacrificio dei soldati che entrarono per primi a Bologna nel mattino del 21 aprile 1945.
Parteciperanno Sergio Cofferati e l’Ambasciatore di Polonia in Italia Jerzy Ckhmielewski. Saranno presenti William Michelini, Giuseppe Giampaolo, e Luca Alessandrini, presidente e direttore dell’Istituto Storico Parri Emilia–Romagna.
Claudia Morselli

venerdì 18 aprile 2008

Cose di questo mondo

E' stata inaugurata ieri con il graffito di Ericailcane, - una decina di metri lungo tre piani della Scuola di Pace, in Via Udine - la terza edizione della rassegna organizzata da Quartiere Savena e Scuola di Pace in collaborazione con Comune, Provincia e Università di Bologna.
L’inaugurazione del graffito, accompagnata da musica dal vivo e da un aperitivo offerto dai produttori biologici presenti ogni venerdì con il loro mercatino, è l’anteprima di “Cose di questo mondo”, la rassegna di eventi per i diritti umani organizzata da Quartiere Savena e Scuola di Pace e in partenza il 21 aprile.
Il graffito di Ericailcane, artista ormai di fama internazionale, che si sviluppa per una decina di metri lungo tre piani della Scuola di Pace, va ad aggiungersi a quello già creato nel 2007 da Blu, altro nome di spicco dell’arte urbana bolognese.
“Il fermento della nuova arte urbana che cresce a Bologna è in mostra sui muri e nelle esposizioni di città come Milano, Londra, Chicago o Buenos Aires - spiega Matteo Lepore, vicepresidente del Quartiere Savena -. Per il secondo anno consecutivo abbiamo chiesto a uno di questi artisti di dedicare un proprio disegno alla rassegna "Cose di questo mondo" e di lasciare alla città una grande opera di arte pubblica”.
Perché di vera e propria arte si tratta. Le opere di Ericailcane, pseudonimo sotto cui si cela l’artista, sono state esposte o create a Londra, a Barcellona, ma anche in Nicaragua, come ideali continuatrici dei murales dell’America Latina.
I muri urbani rimangono però i supporti preferiti per le creazioni di Ericailcane.
“Non è la prima volta che collaboro con un’istituzione - spiega l’artista -, ma in questo caso l’ho fatto perché condividevo il progetto della Scuola di Pace e della rassegna "Cose di questo mondo".
Per il graffito realizzato sul muro della Scuola di Pace, Ericailcane si è infatti ispirato a uno dei temi protagonisti della rassegna, quello della sostenibilità ambientale, che rappresenta attraverso animali dalle sembianze umani, intenti a guastare, e sporcare, il loro oscuro mondo fantastico.
“La mia opera riguarda l’ambiente - conferma l’artista -, parla del conflitto fra l’uomo e la natura”.
"Dal 2007, insieme all’Amministrazione comunale, abbiamo lanciato un progetto di valorizzazione degli spazi urbani, dedicando spazi appositi per l’arte dei graffiti - continua Lepore -. Grazie a Blu, a Ericailcane e ai ragazzi e le ragazze del quartiere questo progetto ha preso corpo, dando colore e valore ai muri del centro di via Lombardia, dove ha sede la Scuola di Pace e dove nei prossimi mesi troverà spazio anche la Scuola di Teatro Galante Garrone".
Claudia Morselli

domenica 6 aprile 2008

Mitico!

Dei ed eroi dell’antica Roma e dell’antica Grecia hanno sempre esercitato un fascino particolare sulla fantasia e l’immaginazione dei bambini.
Se una visita al Museo Archeologico di Bologna finora era un viaggio tra le gesta di dei ed eroi raccontate dagli antichi ceramografi sui bei vasi attici, fino al 15 giugno sarà qualcosa di più stimolante, soprattutto per i bambini.
Le storie di questi dei ed eroi greci – e di uno in particolare, Eracle, personaggio dalle mille avventure – rivivranno infatti nelle 30 illustrazioni che gli artisti dell’ISIA (Istituto per le Industrie Artistiche di Urbino) hanno creato per incuriosire con linguaggi nuovi ed originali ed avvicinare a questo importante patrimonio figurativo dell’antichità i piccoli visitatori. Ispirandosi a 27 vasi attici della ricca collezione del Museo, nelle loro tavole a colori gli artisti propongono una rilettura accattivante, comprensibile dei miti greci, capace di rapire e stuzzicare l’attenzione dei bambini.
Un percorso attraverso le imprese di Eracle che culminerà nella mitica foto ricordo con le divertenti installazioni disposte nel cortile del Museo.
Da molti anni il Museo Civico Archeologico di Bologna dedica un’attenzione speciale al pubblico delle scuole, con un’attività didattica ricca e diversificata e dei percorsi dedicati ai bambini e alle loro famiglie.
Con questo nuovo progetto "Mitico! Dei ed eroi a misura di bambino" che ha visto la collaborazione del Museo, dell’ISIA e della Fiera del Libro per Ragazzi si va ancora di più verso questa direzione, affermando la volontà di rendere il suo patrimonio accessibile e fruibile ad un pubblico attento, curioso quale è quello dei bambini, che sarà il pubblico adulto di domani.
Katia Grancara

lunedì 17 marzo 2008

Le Collezioni Permanenti e l’arte italiana contemporanea nelle Sale del Mambo

Partendo dalla grande eredità della Galleria d’Arte Moderna di Bologna e delle sue acquisizioni (con opere che vanno dall’Ottocento a oggi) MAMbo si pone l'obiettivo di integrare ricerca e sperimentazione con l'importanza e la qualità di una preziosa collezione.
Si tratta di spazi progettuali, laboratori di rivisitazione critica dell’esperienza di decenni di attività della GAM e, allo stesso tempo, ricerca sul presente della scena artistica italiana con particolare attenzione alle opere di artisti legati al territorio dell’Emilia Romagna e alla città di Bologna.
Nel 1975 Bologna inaugurava la Galleria d’Arte Moderna, struttura rigorosa e bellissima, progettata dall’architetto Leone Pancaldi.
Affermatosi come luogo di manifestazioni artistiche internazionali, la GAM in decenni di attività ha compiuto varie acquisizioni che si sono aggiunte al nucleo originario delle opere provenienti da “Villa delle Rose”, dal 1925 prima sede cittadina di una collezione permanente di arte contemporanea.
Dal 15 marzo 2008 Mambo riporta all’interno della propria nuova sede del centro storico, parte di questo patrimonio di acquisizioni rendendolo visibile a rotazione e secondo ipotesi di lavoro di volta in volta diverse.
SpazioGAM.intro è la prima tappa del percorso; un passaggio attraverso la memoria storica del contemporaneo.
Attualmente vi è presente una selezione di opere che vanno dagli anni '50 ai primi anni '90 tra cui il filmato della nota performance “Imponderabilia” di Marina Abramovic e Ulay, tenuta alla GAM nel 1977 e le opere di Antoni Tàpies, Alberto Burri, Enrico Castellani …
Si passa a SpazioGAM.topics, dedicato alle mostre temporanee, margine tra l’esperienza della GAM e gli sviluppi futuri di MAMbo.
Si accede infine a SpazioGAM.open library dove i visitatori potranno e consultare liberamente ma anche depositare testi e riviste sulla GAM.
MAMbo ha compiuto inoltre una scelta assolutamente originale creando Focus on Contemporary Italian Art, sorta di osservatorio permanente sull’arte italiana che sia in grado di valorizzare a livello internazionale gli artisti emergenti ed essere punto di riferimento critico per quanti si occupano di arte.
Nel tempo si vuole che questi continuino ad essere “spazi non conclusi”, aperti a nuove ideazioni, definiti da opere capaci di azionare altri contenuti artistici come ad esempio l’opera-palcoscenico “Impressions” di Massimo Bartolini o il “Teatro Cinese” (piccola sala di proiezione racchiusa in una tenda colorata) di Patrick Tuttofuoco.
Spazi-laboratorio insomma, attraversabili da molteplici realtà artistiche, che siano performative sceniche o musicali.
Marta Franchi

martedì 11 marzo 2008

Romanticismo, identità collettive e comunità

Alcuni dei nomi più illustri del panorama degli studi romantici saranno a Bologna dal 12 al 15 marzo per il convegno internazionale "(Trans)national Identities, Reimagining Communities".
E in occasione dell'evento, la Cineteca ospita una rassegna cinematografica sulla figura dell'eroina romantica.
Il convegno si propone di esplorare la vasta costellazione di temi che si incentra attorno alla tumultuosa ri-definizione delle identità collettive e dei concetti di nazione e di comunità che ha avuto luogo in età romantica.
Preceduto da una pre-conferenza su "An Italian in London: the Italian presence on the British Stage from the Renaissance to Romanticism: typologies, migration, evolution", l'evento sarà aperto dalla lezione plenaria di Stuart Curran, docente di Letteratura Inglese alla University of Pennsylvania e dottore honoris causa in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università di Bologna.
Il convegno vedrà la partecipazione di oltre 250 delegati provenienti da tutto il mondo, alcuni dei nomi più illustri del panorama degli studi romantici.
Il programma del convegno prevede anche una serie di attività culturali e di spettacoli teatrali e musicali, una visita guidata ai Musei Civici del Comune di Bologna e una visita guidata alla Pinacoteca Nazionale di Bologna con lettura di brani estratti da epistolari, diari e racconti di viaggio di viaggiatori europei a Bologna in epoca romantica.
In occasione dell'evento, inoltre, la Sala Scorsese della Cineteca di Bologna (Via Azzo Gardino, 65) ospita la rassegna cinematografica "L'eroina romantica dal testo letterario allo schermo: presente e passato": cinque appuntamenti, fino a martedì 18 marzo, per esplorare attraverso il cinema la figura dell’eroina romantica, non solo in riferimento ad uno specifico periodo storico-letterario, ma come espressione simbolica dell’identità femminile e del suo confrontarsi con le sfide della modernità.
La rassegna è realizzata dal Centro Interdisciplinare di Studi Romantici (CISR), assieme alla Cineteca di Bologna e con il sostegno del Comune di Bologna e della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.
Claudia Morselli

venerdì 15 febbraio 2008

Aemilia Ars




Dai vecchi disegni ai nuovi merletti

Nell’ambito del ciclo di mostre ed eventi L’artigiano riscopre il museo, che si svolgono al Museo Davia Bargellini fino a giugno 2008, i Musei Civici d’Arte Antica allestiscono tre mostre, organizzate in collaborazione con scuole che insegnano attività artigianali e che realizzano manufatti ispirati a oggetti di proprietà del museo.
Dopo la realizzazione di A porte aperte. Uno sguardo sulla bottega del serraturiere, in cui sono state esposte chiavi, serrature e loro componenti eseguiti dagli allievi del corso di arte della serratura della Scuola di Artigianato Artistico del Centopievese, si inaugura domani alle 11, Aemilia Ars. Dai vecchi disegni ai nuovi merletti, in collaborazione con le socie e le maestre dell’Associazione culturale "Il punto antico" di San Giovanni in Persiceto.
Nella mostra, ideata e curata da Silvia Battistini, responsabile del Museo Davia Bargellini, in Strada Maggiore 44, vengono esposti alcuni disegni per ricami, oggi conservati al museo e provenienti della raccolta di disegni dalla società "Aemilia Ars" (che iniziò la sua attività nel 1898 e continuò la produzione di merletti e ricami fino alla metà degli anni trenta del Novecento); ad essi sono accostati i nuovi merletti realizzati dalle ricamatrici de "Il punto antico", accompagnati da prove di esecuzione.
I ricami non si limitano ad essere copie pedisseque dei lavori del passato, in quanto adesso come allora un ruolo fondamentale spettava all’abilità e alla fantasia della ricamatrice, che doveva adattare i disegni di artisti come Alfonso Rubbiani, Achille Casanova, Alfredo Tartarini in modo che si potessero eseguire con la complessa tecnica del merletto ad ago, realizzato senza il supporto della stoffa.
L’esposizione sarà allestita in modo da guidare il visitatore passo dopo passo nella lettura dei disegni, per distinguere quelli esecutivi da quelli che devono essere modificati, e nella comprensione delle diverse fasi che scandivano il lavoro, dal progetto alla sua completa realizzazione.
I vecchi disegni (eccezionalmente tolti dai depositi ed esposti al pubblico) vengono confrontati con le foto dei lavori eseguiti un secolo fa e con i campioni dell’epoca conservati alle Collezioni Comunali d'Arte (anch'essi provenienti dalla società "Aemilia Ars"), in modo da chiarire alcuni passaggi tecnici e mettere in evidenza la diversità dei materiali utilizzati.
Claudia Morselli

giovedì 14 febbraio 2008

Zampate d'autore in mostra a Bologna

Viaggio attraverso la creatività degli scimpanzè

Sono quanto di più vicino ai nostri antichissimi progenitori e, come gli uomini, amano disegnare. Ora le loro opere andranno in mostra al Baraccano a Bologna da domani e fino a lunedi 18 febbraio.
Sono gli scimpanzè salvati dal "Centro tutela e ricerca sulla fauna esotica e selvatica" di Monte Adone, protagonisti di una "collettiva", dal titolo, "il Cielo in una Gabbia".
Il Centro, immerso in oltre 20 ettari nelle colline tra Pianoro e Sasso Marconi e sostenuto dai finanziamenti della Provincia e del ministero dell'Ambiente, ospita mediamente 300 animali in difficoltà (comprese circa 160 tartarughe).
Tra gli ospiti anche alcuni grossi felini, strappati per lo più ai circhi: quattro tigri, un leone, un leopardo e la lince Isidoro.
E poi caprioli, daini, qualche cervo, cinghiali, varie specie di rapaci.
Le visite sono consentite da maggio ad ottobre e solo il sabato e la domenica per un gruppo di massimo 20 persone (occorre prenotarsi con largo anticipo al numero 051- 847.600, lo stesso cui si comunicano le emergenze).
"Non siamo uno zoo", puntualizza Mirca Negrini, presidente dell’Associazione, impegnata in questi giorni nel mettere a punto gli ultimi dettagli della mostra.
Trenta i disegni esposti, corredati dalla foto dell' "autore", più una breve nota biografica e stilistica.
Dall'assessore alla Sanità, Giuseppe Paruolo, mano tesa al centro di Monte Adone.
"Il Comune è disponibile a parlare di possibili collaborazioni", assicura, sottolineando come grazie a volontari come quelli dell'associazione, "spesso si riescono a fare cose belle".
Claudia Morselli

sabato 9 febbraio 2008

CaseAperte

Alla presenza degli artisti Karin Andersen, Lorenzo De Boni, Raimondo Galeano, Simona Gavioli, Giorgio Lupatelli, Aurore Martignoni, Luigi Mastrangelo, Gianni Pedullà, Tommaso Raffoni, Leonardo Santoli, Stefano Scippa, Squp, Beatrice Zerbini, CaseAperte inaugura oggi una mostra collettiva, un concerto strumentale e una lettura di poesie.
Sarà esposta una ricca selezione di opere tra le più significative degli artisti.
L'evento avrà luogo in Strada Maggiore 10 alle 18, presso casa Succi e sarà articolato tra due appartamenti di cui una al terzo ed una al quinto piano con la possibilità di accedere ad una delle più suggestive terrazze di Bologna dove sembra che le due torri -Asinelli e Garisenda- si possano toccare.
Nella prima abitazione esporrà il Galeano Staff noto gruppo di artisti già consacrato sul panorama nazionale ed internazionale e altri artisti a loro vicini con l'accompagnamento musicale di Marcello e la sua band, nella seconda esporranno due giovani fotografi emergenti Aurore e Tommaso mentre Beatrice reciterà i suoi versi e infine sulla terrazza potrete ammirare un'emozionante installazione scultorea. Naturalmente immancabili gli sponsor - Carpenè Malvolti- e -Pasticceria Laganà- che renderanno ancor più lieta la serata. Inoltre si effettuerà nel corso della serata una degustazione di caffè e mozzarelle gentilmente offerti da - Campania Marketing - e - Pronto Caffè-.
CaseAperte, tutto parte dall'esigenza di vedere luce, dare forma.
"Abbiamo riflettuto sulla concretezza e sull'effettiva praticabilità che un'idea -ARTISTICA- riscontra quotidianamente. Nel circostante. Ci siamo resi conto che, oggi, è semplice avere un'idea, ma risulta molto difficile poterla fermare, anche solo per una sera. Fermare un'idea, trovare un luogo adatto all'evoluzione della stessa, consentendole di mostrarsi a sensi diversi dai nostri." VEDERE-ASCOLARE-PARLARNE. Concetti.
Il nostro invito trova spazio in una nuova forma solidale tra espressioni classiche. PITTURA-SCULTURA-MUSICA-POESIA. Il nostro programma ama definirsi installazione viva dentro la vita della gente. Un concerto, un salotto. Un'esposizione, una cucina. Una casa, un'installazione."
Claudia Morselli

giovedì 7 febbraio 2008

L'altra faccia di Bologna

C’è una Bologna grassa e dotta – quella dei tortellini, delle due torri e dell’università più antica del mondo – e c’è una Bologna più nascosta, che pure è sotto i nostri occhi ogni giorno.
Mario Rebeschini – giornalista e fotoreporter bolognese – le conosce entrambe, ma con il suo obiettivo ce ne racconta solo una, quella meno conosciuta.
L’altra la lascia alle cartoline e alle foto ricordo.
In 80 scatti questo grande fotografo “di strada” - che ha fatto del mondo dell’emarginazione, del lavoro, della politica e del quotidiano la sua fonte d’ispirazione - ci mostra quello che È accaduto a Bologna, nella Bologna invisibile.
Quella delle baracche dei rom sul Lungoreno demolite dalle ruspe, quella dell’intimità religiosa delle famiglie di immigrati che vivono in città e nelle periferie, quella degli artisti di strada, dei comizi politici e della vittoria dell’Italia agli ultimi mondiali.
O quella silenziosa, dormiente sotto un manto innevato.
Non si tratta di fotogiornalismo di denuncia, ma quando uno decide da che parte stare, allora può solo mostrare quella realtà.
Senza giudizio e senza critica.
Solo volontà di rivelare che questa Bologna esiste, respira, mangia, si diverte, prega e agisce.
E di far riflettere.
La mostra, allestita nella Galleria d’Accursio (fino al 17 febbraio), è stata organizzata dall’Unione Fotografi Organizzati (Ufo) assieme a Fotoviva ed è accompagnata da altri 48 scatti realizzati da 8 giovani fotografi che hanno partecipato ai corsi di reportage promossi dall’Ufo su temi d’attualità.
Katia Grancara

giovedì 24 gennaio 2008

E' il momento di Bologna!

Bologna si fa bella e si veste di arte.
Quella contemporanea, che invaderà la città felsinea con la 32ma edizione di Arte Fiera Art First (24-28 gennaio), la mostra-mercato più importante d’Italia che si conferma imprescindibile punto d’incontro e di scambio per il sistema dell’arte internazionale, moderna e contemporanea.
Più di duecento le gallerie presenti, fra italiane e straniere. Solo per citarne qualcuna, Alison Jacques (London); Bodhi Art (Mumbai); James Cohan Gallery (New York); Monica De Cardenas (Milano); Massimo De Carlo (Milano); Jérôme De Noirmont (Parigi); Austin Desmond (Londra); Lelong (Parigi); Jablonka (Colonia); Diana Lowenstein (Miami); Christian Stein (Milano); Studio La Città (Verona).
Incontri con critici e artisti; conferenze; riconoscimenti, come il Premio Euromobil. Uno spazio privilegiato dedicato alla creatività emergente, con una selezione di 26 giovani gallerie che potranno così avere visibilità in questa vetrina internazionale.
Ma il bello di questo viaggio nell’arte contemporanea è che non si esaurisce nei padiglioni del quartiere fieristico. Continua anche, o forse soprattutto, fuori.
Con Bologna Art First – progetto nato dalla collaborazione tra il Comune e Arte Fiera e giunto alla sua terza edizione – i musei, le piazze, i palazzi e i cortili del centro storico diventano luogo dove vivere e sperimentare l’arte. Palazzo d’Accursio e Palazzo Re Enzo, i Musei di Palazzo Poggi e la Biblioteca dell’Archiginnasio cambieranno volto ospitando installazioni, dipinti e sculture di artisti contemporanei selezionati da un apposito comitato. Arnaldo Pomodoro, Fabrizio Plessi, Cristiano Pintaldi sono solo alcuni dei protagonisti.
E non finisce qua. C’è Arte Fiera Off, un raccoglitore di mostre, proiezioni ed appuntamenti che ruotano attorno al grande evento e che coinvolgono vari luoghi. Il MAMbo (Museo d’Arte Moderna di Bologna) in primis, con tre nuove mostre personali (Luigi Ontani; Guyton/Walker; Ding Yi); la cineteca con una retrospettiva sul regista svizzero Daniel Schmid scomparso nel 2006; le gallerie d’arte legate all’Ascom; la rassegna Bologna si rivela, organizzata dalla Fondazione Carisbo per la regia di Philippe Daverio. E ancora Netmage, il festival delle arti elettroniche, ospitato nel week-end a Palazzo Re Enzo.
Ce ne sarà davvero per tutti i gusti e i livelli. Artisti e critici, collezionisti e appassionati d’arte. Ma anche semplici curiosi e visitatori di passaggio. A tutti loro Bologna regalerà una notte bianca all’insegna dell’arte, sabato 26 gennaio.
Katia Grancara

mercoledì 23 gennaio 2008

Not so private. Gallerie e storie dell’arte a Bologna.


Non così privato. In queste tre parole è racchiuso il senso del nuovo progetto sviluppato dall’Istituzione Galleria d’Arte Moderna di Bologna in collaborazione con l’Associazione Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea aderente ad Ascom Bologna.
Le gallerie private – a Bologna in particolare, ma nel panorama italiano in generale – sono molto meno private di quanto si possa pensare. Perché non si sta parlando solo di mercato e di mercanti d’arte. Ma di un ruolo pubblico che esse hanno svolto negli anni e svolgono tuttora nel sistema dell’arte.
Forse inconsapevolmente e con un occhio sempre rivolto al mercato, ma hanno lavorato a fianco delle istituzioni, integrandone la proposta e lo scenario artistico, costruendo un dialogo con l’artista e il collezionista e facendosi così a loro volta promotrici e veicolo di cultura.
12 le gallerie coinvolte nell’iniziativa, articolata in sette mostre ospitate presso Villa delle Rose (Via Saragozza 228/230) e che si avvicenderanno per tutto il 2008. Galleria Arte e Arte, Galleria d’Arte Cinquantasei, Galleria De’ Foscherari, Galleria Di Paolo Arte, Galleria Forni, L’ariete Arte Contemporanea, Galleria d’Arte Maggiore G.A.M, Otto Gallery, Galleria d’Arte Paolo Nanni, Galleria Stefano Forni, Galleria Studio G7, Trimarchi Arte Moderna.
Il primo appuntamento apre il 24 gennaio in occasione di Arte Fiera, con una mostra corale di presentazione in cui ciascuna delle 12 gallerie espone una singola opera significativa.
Gli altri sei saranno invece appuntamenti a tema. Ospiteranno di volta in volta due gallerie e attraverso le opere selezionate di ciascuna si ricostruirà la storia della galleria stessa o un tema dominante su cui essa si sta concentrando.
Una collaborazione pubblico-privato che gioverà soprattutto ai fruitori dell’arte e alla città di Bologna e che – concordano gli interessati – non si esaurirà in questo progetto.
Katia Grancara

venerdì 18 gennaio 2008

La casa degli artisti

La casa come luogo di memorie, la casa come spazio personale e privato, la casa come luogo d’elezione del nostro vivere: questo il tema della suggestiva mostra allestita nella Sala d’Ercole di Palazzo d’Accursio del Comune di Bologna, fino al 18 febbraio 2008.
“La casa degli artisti”, questo è infatti il titolo dell’affascinante mostra tematica curata dal critico d’arte Valerio Dehò, e promossa dall’Associazione culturale Bolognamondo, in collaborazione con la Cooperativa di Abitanti Murri.
La Coop Murri di Bologna, che dal 1963 ad oggi ha costruito oltre 12 mila alloggi tra Bologna e la Romagna e da una decina d'anni si dedica alla bioarchitettura, sta per realizzare nel capoluogo emiliano un nuovo intervento che, accanto alle tecniche più innovative, proporrà anche la certificazione energetica. I cento alloggi, di prossima realizzazione in via Carlo Marx, avranno infatti un certificato di classe energetica A+, e consumeranno in riscaldamento un quarto rispetto agli edifici attuali.
Lo ha annunciato il presidente della Cooperativa Murri, Adolfo Soldati, nell'ambito della presentazione della mostra. ''Vogliamo fare di questo intervento il manifesto della Cooperativa'' - ha detto Soldati, aggiungendo però che ''la sfida più grande la giochiamo sull'esistente''.
Soldati ha spiegato che, nonostante la Cooperativa abbia costituito un portafoglio aree per sviluppare interventi futuri a prezzi accessibili, la prospettiva è cementificare meno e riqualificare di più. I 12 mila alloggi costruiti a partire dagli anni Sessanta possono essere portati in classe B con interventi di riqualificazione energetica.
La mostra, che ha ricevuto il patrocinio del Comune di Bologna, consente al pubblico di apprezzare per la prima volta la collezione d’arte contemporanea della Cooperativa Murri, dedicata alla casa e all’ambiente urbano. Una collezione che si è costituita in oltre dieci anni di acquisizioni.
Espongono artisti di fama internazionale, come Boris Mikhailov, Georges Lilanga, Weng Fen, Aldo Mondino, Concetto Pozzati, Emilio Tadini, e giovani già consacrati a livello europeo come Giacomo Costa e Anastasia Khoroshilova.
“La Cooperativa Murri – afferma il presidente Adolfo Soldati – ha saputo ritagliarsi uno spazio originale e autonomo nel mondo dell’arte moderna, anche attraverso l’istituzione del concorso MurriPublicArt, per l’inserimento di opere d’arte negli spazi pubblici degli edifici che costruiamo”.
Il concorso, giunto con grande successo alla sesta edizione, e la collezione d’arte, sono i momenti preparatori e di base per ulteriori iniziative, sempre rivolte al pubblico, nello spirito del ruolo sociale delle Imprese cooperative.
Valerio Dehò, direttore artistico del premio MurriPublicArt, è anche l’autore dei testi critici del catalogo.
Claudia Morselli

domenica 23 dicembre 2007

CARO E SASSO: L'ABITO FA IL LEITMOTIV



I designer Juan Caro e Fabio Sasso scolpiscono abiti artistici e sartoriali





I fondatori del progetto artistico Leitmotiv,
Juan Caro e Fabio Sasso, sono stati ospiti di un incontro promosso dal Corso di Laurea Specialistica in Sistemi e Comunicazione della Moda di Rimini dal titolo Double faces. Art fashioned identities.
Il marchio Leitmotiv, è un progetto fondato sui rimandi continui tra mondo dell'arte e moda, tra artigianato e sartoria, tra maschile e femminile, tra passato e futuro.
Nasce dalla complicità dei due giovani creativi under 30: Juan, colombiano di Bogotà trasferitosi in Europa per studiare arte prima a Parigi e poi a Bologna, e Fabio, milanese, con studi d’arte al Dams di Bologna e con passioni per il mestiere del sarto coltivate fin dall’infanzia nel laboratorio di famiglia.
Disegnano una linea di abbigliamento e di accessori femminili originale e piena di fantasia, ma portabilissima.
La “loro donna” ha l’eleganza degli anni ’50 e la ribellione del primo punk che si vedeva a Londra alla fine degli anni Settanta. Il debutto risale a un anno fa, con la mostra Double Faces organizzata al Sesto Senso di Bologna e poi portata al Gasoline di Milano: un’installazione di dieci scatole costruite da Juan con la tecnica del collage e dieci borse cucite da Fabio che insieme producono un discorso ambivalente in bilico tra sacralità e ironico gioco con gli stereotipi, tra artigianato e moda.
Moda vista come eterno riciclo di idee. Che trae spunti dall’arte e viceversa. Che utilizza il collage come mezzo espressivo d’elezione, che si esprime attraverso la ricerca dei materiali per recuperare il significato arcaico di arte, intesa come tecnica, abilità manuale.
In Italia li distribuisce Tamara di “I love shopping”, perciò se siete interessati: info@iloveshopping.bo.it.
Claudia Morselli