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lunedì 21 marzo 2011

Torna "Chi fa d'essai fa per tre"

Grazie al rinnovato impegno della Regione Emilia Romagna ritorna da marzo 2011 nelle sale Fice l'iniziativa promozionale "Chi fa d'essai fa per tre", che consente ai giovani fino a 30 anni di entrare al cinema al prezzo di 3 euro in un giorno alla settimana scelto dalla sala.
Un progetto particolarmente apprezzato negli anni scorsi dai giovani appassionati di cinema (oltre 30.000 le presenze under 30 nell'edizione 2009) che si realizza nell'ambito dell'Accordo di Programma Quadro tra il Ministero della Gioventù e la Regione, che ha scelto nuovamente di investire in questo importante settore di consumi culturali affidando ancora una volta alla Fice Emilia Romagna il compito di coordinare le sale e promuovere l'iniziativa.
Sono 51 gli schermi d'essai regionali che hanno aderito all'iniziativa grazie anche ai risultati maturati in questi anni in termini di rinnovamento, incremento e fidelizzazione del pubblico giovanile. Le sale che rilanciano la promozione sono distribuite capillarmente su tutto il territorio regionale, ma è la provincia di Bologna quella con il maggior numero di adesioni (in città: Capitol, Chaplin, Fossolo, Bristol, Odeon, Rialto, Roma, Europa, Nosadella, Lumière; in provincia: Giada e Fanin a San Giovanni in Persiceto, Cineci-Sala 7 a Sant'Agata bolognese). Il giorno più "gettonato" per la promozione è il giovedì.

Elenco delle sale a Bologna aderenti all'iniziativa e relativo giorno di promozione:

Lunedì: Cinema Capitol Multisala - Sale 3 e 4; Cinema Fossolo
Martedì: Cinema Lumiére Sala Officinema/Mastroianni e Sala Scorsese; Cinema Bristol
Giovedì: Cinema Chaplin; Multisala Cinema Odeon/Tutte le sale; Cinema Rialto Studio/Sala 1 e 2; Cinema Roma d'essai; Europa Cinema; Cinema Nuovo Nosadella.

domenica 14 dicembre 2008

Come Dio Comanda, la favola nera di Salvatores

«Dall’ultimo romanzo di oltre 500 pagine di Niccolò Ammaniti si potevano fare più film, perché è un libro difficilissimo e pieno di personaggi». A parlare è Gabriele Salvatores, il regista che dopo aver già portato sullo schermo un altro suo romanzo Io non ho paura (2003) torna con Come Dio comanda, nelle sale dal 12 dicembre. E’ stato lo stesso Ammaniti – precisa sempre Savaltores – a fare la scelta estrema, quella cioè di rimanere concentrati sul rapporto padre-figlio ed eliminare tutto il resto. C’è spazio solo per un altro personaggio nel film, Quattro Formaggi (Elio Germano), che con la testa non sta tanto bene per via di un incidente coi fili dell’alta tensione. Una scelta drastica, ma l’unica possibile per poter mantenere alto il livello emotivo del film, per riuscire ad estrarre dal romanzo il “cuore emotivo”.

Rino (un bravissimo Filippo Timi) e Cristiano (il giovane esordiente Alvaro Caleca) Zena vivono in una provincia del nord – il film è stato girato in Friuli – in una landa desolata alle pendici di montagne maestose. Casette a schiera, capannoni industriali, immense segherie… Ma intorno un mondo quasi spettrale, fatto di boschi e montagne impenetrabili, di fiumi che si inabissano lasciando scoperti i sassi dei greti asciutti. Rino, il padre, è un lavoratore precario, Cristiano fa le scuole medie. Il loro è un rapporto d’amore tragico e assoluto. Un amore sbagliato, fatto di insegnamenti sbagliati che il padre impartisce al figlio, ma potentissimo. E soli contro tutti alimentano questo sentimento reciproco, che si nutre anche della rabbia che nasce da questa loro esistenza ai margini. «Non condivido nulla di quello che il padre insegna al figlio, ma nel farsi dare una testata per fargli capire che deve imparare a difendersi c’è amore. E quanti padri, oggi – si chiede il regista – hanno mai giocato a lotta col proprio figlio?». Rino, Cristiano e Quattro Formaggi sono tre disgraziati che hanno imboccato la “cattiva strada”, ma – e qui Salvatores cita De André – «C’è amore un po’ per tutti e tutti quanti hanno un po’ d’amore sulla cattiva strada».

A livello tecnico, questa tensione emotiva, questa prossimità coi protagonisti della storia è stata raggiunta girando praticamente tutto il film con la macchina in spalla, muovendosi con gli attori, per mettere lo spettatore dentro il personaggio, sempre a livello occhi. Dei lunghi piano sequenza, senza interruzioni con scene di campo/controcampo, togliendo così anche agli attori i punti di riferimento, così che fossero costantemente al centro dell’inquadratura e la loro presenza in scena fosse completa. «Quello che mi piace di Ammaniti – racconta Salvatores parlando del suo sodalizio con lo scrittore – è che racconta l’Italia di oggi con dei personaggi e delle storie archetipe, ancestrali». I fatti e i temi di cronaca – nel romanzo come nel film – vengono sfiorati, ma restano ai margini. Sono storie dove c’è un “prima”, c’è una notte tempestosa, e c’è un “dopo”. Come nelle commedie o nei drammi di Shakespeare. E come in Shakespeare, anche nel romanzo e nel film ci sono tre personaggi: c’è un re, padre-padrone, c’è un figlio-principe adolescente e c’è un fool, un buffone, una sorta di folletto o spirito della foresta, cui Elio Germano racconta di essersi ispirato per entrare nel ruolo di Quattro Formaggi. E nel film anche Rino, Cristiano e Quattro Formaggi si ritrovano di notte, in un bosco, durante una tempesta… La natura si scatena e in quelle notti si scatenano anche i sentimenti.

«Ogni cuore ha una crepa perché una luce possa entrarvi» dice Salvatores citando le parole di una canzone di Leonard Cohen e Rino, un padre che inizia come un personaggio detestabile, mostrerà di avere anche lui la sua crepa. Come può capitare di scoprire invece che la tenerezza che ispirava un personaggio era mal riposta.

Piccole curiosità. In Come Dio Comanda Salvatores fa incontrare il giovane protagonista Cristiano con il protagonista, allora giovanissimo, di Io non ho paura – è l’infermiere nella prima scena in ospedale – e rivela di avere scelto il giovane e promettente Alvaro Caleca tra centinaia di ragazzini presentatisi ai provini perché appena visto gli aveva ricordato un ragazzino cui si era affezionato conosciuto in Romania girando un film-documentario.

Katia Grancara

venerdì 16 maggio 2008

La Cineteca di Bologna a Cannes 2008

La Cineteca di Bologna rinnova il proprio impegno nel recupero dei grandi film perduti, e anche quest’anno il Festival di Cannes sarà la prestigiosa vetrina per due restauri curati dal laboratorio della Cineteca L’Immagine Ritrovata, nell’ambito della attività della World Cinema Foundation, voluta da Martin Scorsese proprio salvaguardare il cinema “dimenticato”.
Saranno “Susuz Yaz” (L’estate arida) del turco Metin Erksan e “Touki Bouki” (Il viaggio della iena) del senegalese Djibril Diop Mambéty le due pellicole restaurate che vedremo a Cannes, “adottate”, la prima, da Fatih Akin, la seconda, da Souleymane Cissé.
Lunedì 19 maggio, ore 15, Salle Buñuel, nell’ambito di Cannes Classics, sarà proiettato “Susuz Yaz”, alla presenza di Fatih Akin, del regista Metin Erksan, dell’attrice protagonista Hülya Kocyigit e dell’attore protagonista e produttore Ulvi Dogan.
Il giorno successivo, martedì 20 maggio, ore 17, sempre nella Salle Buñuel, sarà la volta di “Touki Bouki”, alla presenza di Souleymane Cissé. Per la Cineteca di Bologna sarà presente in entrambe le occasioni il direttore Gian Luca Farinelli.
Anche quest’anno il Festival di Cannes sarà dunque il prestigioso teatro dell’attività della World Cinema Foundation. La Cineteca di Bologna, che in un certo senso ha precorso questo nuovo progetto della WCF con recuperi come “Come Back, Africa” di Lionel Rogosin, “Harvest: 3000 Years” di Haile Gerima, è l’unica cineteca ad essere stata coinvolta dalle origini del progetto, che risalgono al 2005.
Con i restauri di "Susuz Yaz" e di "Touki Bouki" la Cineteca di Bologna consolida il suo lavoro di valorizzazione, attraverso il restauro e la diffusione delle nuove versioni, del cinema internazionale che ha per soggetto il cinema del Sud del mondo.
Claudia Morselli

martedì 29 aprile 2008

Regione Animata

Un’opportunità per giovani animatori, autori, registi che vogliano realizzare un proprio progetto con un contributo economico e tecnico professionale.
È Emilia-Romagna Regione Animata “Projects Award”, un concorso rivolto a giovani residenti o domiciliati in Emilia-Romagna che ha come finalità quella di sostenere e sviluppare la creatività giovanile nel settore del cinema d’animazione.
Per raggiungere questo obiettivo, il concorso seleziona idee originali da produrre e segue la fase di realizzazione in un cortometraggio o in un pilota di serie d’animazione, mettendo a disposizione gli strumenti necessari.
Il concorso, indetto dall’Associazione Amici del Future Film Festival, è un’iniziativa resa possibile da un contributo finanziario statale e regionale, e fa parte dell’Accordo “Geco”.
“Projects Award” è realizzato in collaborazione con il network Emilia-Romagna Regione Animata. Il bando è riservato a giovani tra i 18 e i 30 anni residenti o domiciliati in Emilia-Romagna.
Un comitato vaglierà le domande pervenute (non oltre il 31 luglio 2008) e selezionerà i partecipanti al concorso che dovranno presentare il proprio progetto in una fase detta “pitching”.
Una giuria valuterà i “lanci” e selezionerà i progetti vincitori (da 3 a 8 cortometraggi o episodi pilota di serie in animazione) che quindi potranno essere realizzati.
I concorrenti avranno l’opportunità di realizzare la propria opera tramite uno stage presso una o più delle società che costituiscono il network Emilia-Romagna Regione Animata; tramite lo stage i concorrenti potranno quindi usufruire degli strumenti adeguati e della competenza di professionisti che seguiranno tutte le fasi della lavorazione.
Le opere finite saranno presentate entro il 2010 in occasione del Future Film Festival.
Ad ogni concorrente verrà dato un rimborso spese di 2.000 euro, al termine della realizzazione dell'opera.
Presentando il progetto, l'Assessore regionale alla Cultura Alberto Ronchi ha annunciato anche l'intenzione di far circuitare i prodotti di animazione nelle sale d'essai, in collaborazione con gli esercenti cinematografici, così come accaduto per il genere documentaristico.
Il bando di concorso e maggiori informazioni si possono trovare sul sito http://www.regioneanimata.it/.
Claudia Morselli

sabato 19 aprile 2008

Conversazioni d'Europa

Per oltre un mese, dal 21 aprile al 26 maggio, all' Urban Center di Bologna, che ha sede nel Palazzo Comunale, si svolgerà il ciclo 2008 di Conversazioni d'Europa: un'iniziativa promossa dai servizi di informazione "Europe Direct" dell'Assemblea dell'Emilia-Romagna e del Comune di Bologna, in collaborazione con il CIRDCE dell'Università di Bologna.
L'intento è quello di avvicinare le istituzioni europee ai propri cittadini offrendo occasioni di approfondimento e dialogo su temi d'attualità comunitaria.
Il primo dei 4 incontri in calendario, "Come cambia l'Europa. Dalla Costituzione al nuovo Trattato", si terrà lunedì 21 aprile alle 17. Interverranno, coordinati da Carlo Corazza, direttore della Rappresentanza a Milano della Commissione europea, il giornalista Andrea Bonanni, inviato a Bruxelles di Repubblica; Lucia Serena Rossi, ordinario di diritto dell'Unione europea all'Università di Bologna; Pier Virgilio Dastoli, direttore della Rappresentanza in Italia della Commissione europea.
Ai partecipanti verrà distribuito un biglietto omaggio per il film "Ai confini del paradiso", che fa parte della rassegna cinematografica "Proiezioni d'Europa", organizzata alla Cineteca Lumiere di via Azzo Gardino.
Quest'anno infatti, in coerenza con gli appuntamenti previsti per l'Anno europeo del dialogo interculturale, al tradizionale ciclo di conferenze, Conversazioni d'Europa affianca eventi artistici e creativi su temi cardine del processo di costruzione dell'identità europea: l'interculturalità, l'integrazione, la pace tra i popoli, il valore della diversità.
I film in programmazione sono: Ai confini del Paradiso, di Fatih Akin, vincitore del premio Lux Prize 2007, indetto dal Parlamento europeo in occasione della firma del nuovo Trattato di Lisbona, e Palma d'oro a Cannes nello stesso anno, che verrà proiettato il 29 aprile alle 22.15; Le vite degli altri di Florian Henkel von Doonnersmarck, vincitore del premio David di Donatello 2007 per il miglior film dell'Unione europea, realizzato con i finanziamenti europei del programma Media, che verrà proiettato il 2 maggio alle 22.15; Persepolis, di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud, tratto dai fumetti della scrittrice iraniana Marjane Satrapi, ambasciatrice ufficiale per l'Anno europeo del dialogo interculturale, in calendario per il 27 maggio alle 20. Collegati alle Conversazioni, si svolgeranno anche l'installazione dell'opera "Sotto l'ombrello" dell'artista bulgaro Alexander Jakhnagiev, a cui partecipano gli alunni della scuola media Jacopo della Quercia di Bologna, e l'attribuzione del Premio speciale "Dialogo tra i popoli", al vincitore del concorso "Oggi racconto io: la fantastoria del popolo migrante 2008", promosso dall'associazione bolognese Youkali.
Claudia Morselli

domenica 13 aprile 2008

Human Rights Nights - (Soprav)Vivere

Ottava edizione per il festival Human Rights Nights, che ha aperto ieri i battenti a Bologna con un week end di anticipazioni – giocato tra mostre ed eventi musicali in diversi luoghi della città – per inaugurare il concorso cinematografico martedì 15 aprile al Cinema Lumière della Cineteca di Bologna (via Azzo Gardino, 65).
(Soprav)Vivere: ruota attorno al tema del “resistere” questa edizione di Human Rights Nights, promosso da Comune di Bologna, Cineteca di Bologna, Università di Bologna, insieme ad Assemblea Legislativa Regione Emilia-Romagna, Center for Constitutional Studies and Democratic Development, e dedicato alle forme di lotta per i diritti umani e civili, rappresentati attraverso i tanti titoli che compongono il programma filmico, intrecciato ai più diversi eventi di arti performative da parte di artisti provenienti da ogni parte del mondo (una selezione dei film e degli eventi avrà come di consueto un suo palcoscenico anche a Forlì).
Di Human Rights Nights 2008 non a caso è main sponsor la Casa editrice Utet, che dopo la Storia della Shoah, ha recentemente pubblicato Diritti Umani. Cultura dei Diritti e dignità della persona nell’epoca della globalizzazione, la prima grande opera al mondo che affronta in modo completo ed esaustivo il tema dei Diritti umani dal punto di vista storico e culturale, ribadendo il proprio impegno etico e civile nel fornire strumenti di documentazione e conoscenza oggettivi su grandi temi di interesse mondiale.
Un programma filmico con molti titoli, quindi, suddiviso tra produzioni importanti – a testimonianza del fatto che sempre più le grandi produzioni guardano al cinema come strumento di denuncia – e lavori scovati in giro per il mondo, documentari che ci apriranno gli occhi su temi che forse il nostro sguardo pigro finge di non vedere.
Human Rights Nights Film Festival inaugurerà martedì 15 aprile – alla presenza del sindaco di Bologna Sergio Cofferati – alle ore 20.30 al Cinema Lumière con l’anteprima di "The Hunting Party" (in collaborazione con Mikado e UTET Editori), l’ultimo film di Richard Shepard con Richard Gere nei panni di un temerario reporter di guerra durante e dopo il conflitto nell’ex-Jugoslavia.
Tutta una serie di eventi farà poi da cornice al programma filmico di Human Rights Nights, a cominciare dalla mostra "Headscapes" dello scultore Guy Lydster, nel Cortile di Palazzo d’Accursio per proseguire poi con concerti, dj set, momenti di festa e di incontro con culture diverse – un tratto distintivo, questo, di Human Rights Nights – come la giornata organizzata per oggi, domenica 13 aprile in Vicolo Bolognetti con le comunità asiatiche di Bologna.
Musica e arte abbracceranno quindi tutta la città: Piazza Maggiore (Palazzo d’Accursio e la Galleria d’Accursio), la Manifattura delle Arti (Cinema Lumière e Auditorium DMS), Johns Hopkins University, Piazza Aldrovandi, Vicolo Bolognetti, Teatro Polivalente Occupato, Cafè La Linea, Le Scuderie, Locomotiv Club.
Info Human Rights Nights: Tel. 051- 2194.808
humanrightsnights@comune.bologna.it
Claudia Morselli

mercoledì 26 marzo 2008

Al cinema con 1 euro

Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali organizza anche quest'anno la Settimana della Cultura con lo slogan "La Settimana della Cultura: una festa per tutti".
Dal 25 al 31 marzo musei, monumenti e siti archeologici statali saranno accessibili gratuitamente e sarà possibile fruire di una grande varietà di iniziative: eventi, mostre, convegni, laboratori, visite guidate, concerti, spettacoli, proiezioni cinematografiche, aperture straordinarie.
Anche il cinema è cultura. Per questo, sale cinematografiche in tutt'Italia hanno aderito, con un’offerta speciale, alla Settimana della Cultura, invitando per giovedì 27 marzo a una "Festa di primavera", che consentirà di vedere i film in proiezione al biglietto simbolico di 1 euro.
A Bologna la proposta è stata accolta dalla multisala Medusa Multicinema e dai cinema Arlecchino, Europa Cinema, Fossolo, Odeon, Rialto Studio, Roma d’Essai, Smeraldo e Olimpia.
La scelta tra i titoli in cartellone va dalla tenera fiaba de "La volpe e la bambina" alle atmosfere gialle di "Colpo d'occhio", dalla comicità di "Grande, grosso e Verdone" e di "Questa notte è ancora nostra" ai drammi di "Onora il padre e la madre", dalle avventure preistoriche di "10.000 a. C." e al romanticismo di "27 volte in bianco", alle imprese dei giovanissimi protagonisti di "Spiderwick, fino all’anteprima dell’atteso film di Virzì “Tutta la vita davanti”.
Un'iniziativa voluta dalla direzione generale per il cinema del ministero per i beni culturali per ribadire come anche la "settima arte" appartenga a pieno titolo al mondo della cultura.
L'invito ha trovato la collaborazione di Agis (associazione generale italiana dello spettacolo), Anec (associazione nazionale esercenti cinema), Anica (associazione nazionale industrie cinematografiche audiovisive e multimediali) e Anem (associazione nazionale esercenti multiplex).
In diverse città italiane, il 27 marzo sarà anche il giorno dell'evento "Più cultura in TV": nelle ore serali, portando da casa il telecomando della tv si potrà accedere a iniziative gratuite o con un forte sconto. Per info: http://www.beniculturali.it/
Claudia Morselli

martedì 11 marzo 2008

Romanticismo, identità collettive e comunità

Alcuni dei nomi più illustri del panorama degli studi romantici saranno a Bologna dal 12 al 15 marzo per il convegno internazionale "(Trans)national Identities, Reimagining Communities".
E in occasione dell'evento, la Cineteca ospita una rassegna cinematografica sulla figura dell'eroina romantica.
Il convegno si propone di esplorare la vasta costellazione di temi che si incentra attorno alla tumultuosa ri-definizione delle identità collettive e dei concetti di nazione e di comunità che ha avuto luogo in età romantica.
Preceduto da una pre-conferenza su "An Italian in London: the Italian presence on the British Stage from the Renaissance to Romanticism: typologies, migration, evolution", l'evento sarà aperto dalla lezione plenaria di Stuart Curran, docente di Letteratura Inglese alla University of Pennsylvania e dottore honoris causa in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università di Bologna.
Il convegno vedrà la partecipazione di oltre 250 delegati provenienti da tutto il mondo, alcuni dei nomi più illustri del panorama degli studi romantici.
Il programma del convegno prevede anche una serie di attività culturali e di spettacoli teatrali e musicali, una visita guidata ai Musei Civici del Comune di Bologna e una visita guidata alla Pinacoteca Nazionale di Bologna con lettura di brani estratti da epistolari, diari e racconti di viaggio di viaggiatori europei a Bologna in epoca romantica.
In occasione dell'evento, inoltre, la Sala Scorsese della Cineteca di Bologna (Via Azzo Gardino, 65) ospita la rassegna cinematografica "L'eroina romantica dal testo letterario allo schermo: presente e passato": cinque appuntamenti, fino a martedì 18 marzo, per esplorare attraverso il cinema la figura dell’eroina romantica, non solo in riferimento ad uno specifico periodo storico-letterario, ma come espressione simbolica dell’identità femminile e del suo confrontarsi con le sfide della modernità.
La rassegna è realizzata dal Centro Interdisciplinare di Studi Romantici (CISR), assieme alla Cineteca di Bologna e con il sostegno del Comune di Bologna e della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.
Claudia Morselli

venerdì 7 marzo 2008

Buon Compleanno Anna!

Cento anni fa nasceva Anna Magnani, e a oltre trenta anni dalla sua scomparsa il suo volto rappresenta ancora nel mondo un'icona inalterabile del cinema italiano e di un certo modo di intendere il mestiere d'attore.
La Cineteca di Bologna renderà omaggio al centenario della nascita di Anna Magnani (7 marzo 1908) con una retrospettiva sui film interpretati dall'attrice italiana, che durerà tutto il mese di marzo.
Ad aprire l'evento, lunedì 10 marzo alle ore 20.00 al Cinema Lumière di Bologna, sarà la testimonianza di chi l’ha conosciuta bene, Carlo Di Carlo, che nel 1962 ha lavorato al fianco di Pasolini nel film "Mamma Roma" (1962, Italia) in cui la Magnani interpretò uno dei suoi ruoli più memorabili.
Di Carlo introdurrà la proiezione del capolavoro pasoliniano, nella versione restaurata da Mediaset – Cinema Forever, che sarà preceduta da un raro e importante documento audio: il "Diario al registratore" che Pasolini registrò durante la lavorazione del film per poi pubblicarlo sulle pagine de “Il giorno".
Tra le pellicole proiettate, anche il documentario di Chris Vermorcken "Io Sono Anna Magnani" (1979, Belgio).
La retrospettiva, chiamata per l'occasione Buon Compleanno Anna!, si concluderà il 31 marzo con "Molti Sogni per le Strade" (1948, Italia) di Mario Camerini.
Claudia Morselli

domenica 10 febbraio 2008

GRANDE, GROSSO E ... VERDONE

ANTEPRIMA BOLOGNESE

Si possono già acquistare i biglietti di un’anteprima da non perdere: quella di GRANDE, GROSSO E... VERDONE di giovedì 28 febbraio al Cinema Medica Palace di Bologna.
Alle ore 20.30 l’attesissimo film verrà presentato in anteprima per il pubblico alla presenza del regista ed interprete Carlo Verdone, dell’interprete Claudia Gerini e del produttore Aurelio De Laurentiis.
Per questo evento i biglietti costano 10,00 euro e sono acquistabili da sabato 9 febbraio presso il cinema Medica Palace (via Montegrappa, 9 – tel. 051.221362); i posti non sono numerati.
Occorre affrettarsi perché la richiesta è altissima!
E’ diventato ormai un appuntamento fisso quello che ogni anno la Filmauro riserva alla nostra città per il lancio del film di febbraio: da Manuale d’amore 1 e 2 a Il mio miglior nemico, De Laurentiis ha portato al Medica Palace personaggi del calibro di Silvio Muccino, Riccardo Scamarcio, Fabio Volo, Sergio Rubini, Margherita Buy, Jasmine Trinca… e naturalmente Carlo Verdone che ha deciso di venire a Bologna a presentare anche questa sua ultima fatica in uscita poi in tutte le sale italiane dal 7 marzo.
In tre atti Verdone ripropone tre dei suoi personaggi più riusciti: il Candido di Un sacco bello e Bianco, Rosso & Verdone, l’Asfissiante Preciso e Logorroico di Bianco, Rosso & Verdone e Viaggi di nozze e il Grande Volgare di Viaggi di Nozze. Di questi tre caratteri Verdone ha estratto il “dna” e ha immaginato una loro naturale evoluzione negli anni.
Li ritroveremo quindi sposati, con figli e invecchiati...

mercoledì 6 febbraio 2008

I temi della colpa, del rimorso e del castigo in una moderna tragedia greca


Il primo febbraio è uscito nelle sale italiane “Sogni e Delitti”, titolo originale “Cassandra’s dream”, la nuova commedia tinta di nero di Woody Allen, terzo film ambientato a Londra dopo “Match Point” e “Scoop”.
L’ultima fatica del regista newyorchese è stata presentata in anteprima mondiale come film fuori concorso alla 64° mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia (2007) nella sezione “Vecchi maestri”.
Il regista in questa sua ultima opera si è di nuovo fatto da parte come attore, lasciando pieno spazio ai due protagonisti, Ewan McGregor e Colin Farrell, impegnati comunque a dar vita ai suoi dilemmi morali.
Woody Allen ha voluto evidenziare come due ragazzi con qualche difetto ma, tutto sommato, gentili e di discreta educazione, pur essendo cresciuti nello stesso habitat e con identici principi, reagiscono diversamente davanti a proposte delittuose e al conseguente senso di colpa; ha voluto inoltre rimarcare come attualmente siano cambiati i concetti di moralità e di normalità e addirittura alcuni valori base stiano scomparendo.
Sembrerebbe quasi che ognuno di noi abbia mille giustificazioni per ogni gesto o azione più o meno grave che compie.
La trama è lineare ma avvincente; mantiene alta la tensione nello spettatore, però non convince appieno per via di situazioni poco realistiche e non approfondite.
La storia comunque regge grazie alla buona regia, alla bravura degli attori e alla bella e incisiva fotografia di Vilmos Zsigmond con il quale Allen aveva già lavorato.
Lo stesso regista ammette tuttavia che i suoi ultimi film, e ancor di più questo, sono stati fatti frettolosamente, con l’ansia di far presto a finire il lavoro per poter tornare a casa; così facendo, tuttavia, non è riuscito a presentare tutti i risvolti della storia in modo convincente.
Infine la location londinese, con i suoi cieli piovosi e le periferie grigie e buie, ma anche con i salotti sontuosi e i locali di ritrovo caldi e intimi, si presta molto bene per lo svolgimento del dramma.
Claudia Morselli

giovedì 31 gennaio 2008

I giovani al cinema!


Dal 1° febbraio 2008 la Fice Emilia Romagna realizza un’iniziativa promozionale sul prezzo d’ingresso al cinema, rivolta ai giovani frequentatori delle sale d’essai e finalizzata ad attuare gli obiettivi dell'Accordo di programma quadro in materia di politiche giovanili e attività sportive, realizzato dal Ministero per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive e dalla Regione Emilia Romagna.
Tra questi obiettivi figura la volontà di favorire i consumi culturali meritori nel mondo giovanile.
Il progetto, finanziato dal Ministero, dalla Regione e dalla Fice stessa con una somma complessiva di 470 mila euro nel triennio 2007-2009, è incentrato sull’applicazione del costo d’ingresso di 3 euro in un giorno alla settimana per i giovani fino ai 30 anni compiuti che si rechino nelle sale cinematografiche del circuito d’essai dell’Emilia Romagna.
L’iniziativa sarà supportata da un’importante campagna promozionale basata sullo slogan “Chi fa d’essai fa per tre”.
“L’obiettivo – dichiara Alberto Tagliafichi, presidente Fice dell’Emilia Romagna - è evidentemente quello di incrementare le presenze in tale giornata e, più in generale, rilanciare l’appeal del circuito d’essai dando un segnale molto forte di attenzione al mondo giovanile.”
Al circuito Fice aderiscono i cinema impegnati a proporre il meglio del cinema d’essai e di qualità.
Al progetto partecipano sale in tutte le province con 61 schermi per 51 cinema.
Sul sito http://www.cinemaeurotre.it/ l’elenco di tutte le sale che aderiscono all’iniziativa.
Claudia Morselli

giovedì 24 gennaio 2008

una roba scomoda

Parla di un atto di ribellione il nuovo film di Wilma Labate signorinaeffe, che insegue le vicende che infiammarono Torino e la Fiat nel settembre 1980.
Evento paradigmatico che condizionò il futuro lavorativo e di classe del bel Paese, immerso negli anni caldi del terrorismo e del tentativo di cambiamento originato dal disagio di una generazione che non fu capace troppo spesso di dialogare.
La connotazione socio - politico - storica è nota, o si spera che lo sia.
Partendo dall'atto di ribellione nei confronti della famiglia di umili origini meridionali, inseguiamo la passione di Emma, interpretata dall'intensa e molto bella Valeria Solarino, che preferisce all'ingegnere Fiat Silvio (Fabrizio Gifuni) il ribelle operaio Sergio (Filippo Timi).
Il film utilizza il registro del mélo, per stessa ammissione della regista, per narrare gli eventi di cui la storia d'amor dei due contro il mondo è catalizzatore di strappi e lacerazioni di un'epoca. Glissando volontariamente, a parte le parole facinorose di un oste, nel trattare gli atti violenti che contiguamente avevano imperversato nella Torino di quegli anni (come la rappresaglia terroristica che subirono 61 dipendenti Fiat poco prima dello sciopero generale degli operai, i colletti blu, che risposero alla decisione arbitraria di licenziarne 14.000), nel guardare dentro e fuori gli animi dei protagonisti si cerca di materializzare e dare vita a ciò che si manifestò in quei giorni.
Perno è la figura femminile di Emma, il suo riscuotersi a poco a poco da un sogno altrui, quello di rivalsa della propria famiglia, in un'epoca che non fa i conti con il cambiamento sociale che corre inesorabile.
Nel contatto con Sergio, l'inseguirsi dei loro sguardi, il contrarre la loro passione, sotto gli occhi di un mondo i cui cardini si sgretolano lentamente, avviene la marcia dei 40.000 colletti bianchi, i dipendenti Fiat pro azienda.
La classe operaia ha perso; contentino, un accordo sindacati - azienda, frutto delle collusioni con la politica. Ha perso la passione, sacrificando se stessa. Emma ritorna da Silvio, chiedendo la salvezza di Sergio. Crolla il senso di classe, l'identità a cui appartenere e per cui combattere. Largo ai furbetti.
Le didascalie ci ricordano che il padrùn di Torino dopo qualche anno servirà la sua vendetta, licenziando 24.000 dipendenti in tutto lo stivale.
La donna Emma cammina dopo anni per Torino e sale su un taxi dove trova Sergio. Un accenno di sorriso sul suo viso di nuovo di ragazza sembra diradare le ombre della storia.
Claudia Morselli

domenica 2 dicembre 2007

"Lascia perdere,Johnny"...Intervista a Fabrizio Bentivoglio


Quando hai pensato al film, avevi già in mente queste musiche, oppure sono state aggiunte dopo?
Stranamente, dico stranamente perché questo succede non tanto spesso nel cinema, le musiche hanno addirittura preceduto il film. C’erano già. Sono partito da racconti fatti a tavola da Fausto Mesolella, che è il chitarrista degli Avion Travel. Racconti di vita vissuta. Quando poi siamo arrivati a mettere insieme tutta la sceneggiatura, un racconto di una quarantina di pagine, la prima persona a cui sono andato a leggerlo, è stato lui. A quel punto lui mi diede un cd con vari temi che non erano ancora diventati canzoni. In realtà Fausto senza rendersene conto, aveva già scritto la colonna sonora del film. Quindi noi abbiamo scritto la sceneggiatura, ascoltando la musica.

Come è stato scelto il giovane Johnny, esordiente in questo film?
Ho fatto 800 provini di giovani ragazzi in tutte le scuole. Qualcuno mi aveva detto che c’era questo paesino della provincia di Caserta con una forte tradizione bandistica, con tutti i giovani del paese che sanno suonare almeno uno strumento. A un certo punto mi accorsi che non c’era un ragazzo che forse, avrebbe potuto, assomigliare … ma c’era lui. E quando l’ho visto, ho smesso di cercare. C’erano 15 ragazzi, io li ho visti tutti, ma avevo già scelto lui.

In che cosa cambia il lavoro, dall’essere attore a fare il regista?
Non cambia niente, non c’è nessuna metamorfosi. Il modo di lavorare, la passione per quello che si fa, sono gli stessi. Solo che anziché occuparsi di un dettaglio, seppure importante, ci si occupa di tutto il quadro. Cornice compresa.
Claudia Morselli

sabato 1 dicembre 2007

Coliandro indaga al Pratello


L'ispettore Coliandro torna a indagare all'ombra delle due Torri.
Si gira in questi giorni a Bologna la seconda serie della fiction scritta da Carlo Lucarelli, diretta dai registi Manetti Bros e interpretata da Giampaolo Morelli, che abbiamo "intercettato" al Pratello nel momento dell'azione.
La troupe si tratterrà in città fino a Natale per girare a ritmi di lavoro intensissimi, i quattro nuovi film della seconda stagione, tratti dagli ultimi romanzi dello scrittore e conduttore televisivo.
Nella seconda serie sono previste alcune novità: oltre a Giampaolo Morelli, che naturalmente continuerà a vestire i panni di Coliandro, ispettore di polizia politicamente scorretto e poco ortodosso, e Giuseppe Soleri che interpreta Gargiulo, braccio destro del protagonista, ci saranno l’Ispettore Gamberini (Paolo Sassanelli), poliziotto laureato in psicologia, e una poliziotta, la Balboni (Enrica Ajò), che diventerà ben presto la vittima prediletta del misogino ispettore Coliandro.
Carlo Lucarelli, il creatore di Coliandro, confessa che il suo personaggio piace molto ai poliziotti. “Forse rappresenta quello che non possono essere, ma ispira simpatia”, dichiara“, perché può dire cose che molti pensano e non osano dire”.
Claudia Morselli

giovedì 29 novembre 2007

Non solo Dive. Le pioniere del cinema italiano


Prima nazionale a Bologna per una retrospettiva che si occupa dell'altra faccia del cinema muto femminile: quello fatto da donne e non dive.
“Non solo dive. Pioniere del cinema italiano”, dal 2 dicembre al cinema Lumière e al convento di Santa Cristina ci rivela che a inizio secolo il cinema non era fatto solo da attrici glamourose come ci tramandano i cliché.

Tra gli Anni Dieci e Venti l'industria della Settima Arte pullulava di manager, registe, scenografe, montatrici, comiche, stunt. Questo ci fa scoprire una ricerca che sta alla base del festival promosso dall'Associazione Orlando in collaborazione con l’Università, la Cineteca Nazionale e quella di Bologna. In programma una trentina di pellicole rare del cinema muto concentrate in dieci serate di proiezioni. Gran finale dal 14 al 16 dicembre con un convegno internazionale per riscoprire le biografie delle tante donne che, in modi differenti, e con maggiore o minore successo, furono nel cinema muto. Chi sono? Elvira Notari, Elvira Giallanella, Elettra Raggio, Astrea, Esterina Zuccarone, per citarne alcune. Ma non si deve far torto a Eleonora Duse o Francesca Bertini, dive sì, ma grandissime donne che si batterono per imporre le proprie scelte nella messa in scena dei loro film. Della retrospettiva fanno parte anche due pellicole restaurate dalla Cineteca Nazionale con supporto di Orlando, grazie a un finanziamento complessivo per il festival di 100.000 euro dal Ministero per i Beni Culturali: Umanità, di Elvira Giallanella del 1919 e ‘A santanotte, di Elvira Notari, rutilante melodramma napoletano del 1921.
Claudia Morselli