Visualizzazione post con etichetta Patti Smith. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Patti Smith. Mostra tutti i post

martedì 15 aprile 2008

L'ultima radio

Fenomenologia di una radio.
Marcello Cotugno, rielaborando il testo di Sabina Negri, ripercorre gli ultimi trent'anni di costume italiano attraverso la storia di una piccola emittente che, nata libera, poco alla volta si ritrova stritolata tra le dure leggi del mercato, che impone scelte commerciali e non culturali.
Lo spettacolo, costruito per un solo attore come una sorta di "one man show", è un monologo con protagonista un cronista radiofonico che vede affondare la propria emittente per incapacità - o non volontà - di "sporcarsi" le mani.
Sulla scena - scarna e quasi metafisica, formata da un parallelepipedo di plexiglass - un "solista" d'eccezione, un Tullio Solenghi particolarmente coinvolto nella vicenda, "che passa attraverso quei miei stessi anni, anni densi di speranze deluse, di scelte essenziali, di esperienze che hanno lasciato un solco incancellabile nelle rughe del tempo".
A fare da contrappunto, una colonna sonora che spazia da Bob Dylan a Patti Smith, dal rock'n roll alla new wave.
Dal 15 aprile al Teatro Duse di Bologna.
Claudia Morselli

domenica 6 aprile 2008

Fabio Torre around Patty Smith

Ultima chiamata per chi si fosse perso il Festival dedicato a Patti Smith, la Galleria Studio G7 (in via Val d'Aposa 7/g) propone ancora solo per oggi, la mostra "around Patti Smith", un viaggio fatto di immagini intorno alla grande rockstar e poetessa newyorkese. L’artista bolognese Fabio Torre ha dedicato alla sua figura negli ultimi anni gran parte della propria ricerca, e da questo lavoro sono scaturite due mostre ed un libro di poesia in lingua inglese, “A Soldier with no Shoes” (che è disponibile in galleria), dedicato proprio alla Smith.
La mostra si articola in due spazi. Nell’Ex-Falegnameria sono esposti dipinti e disegni ispirati agli anni ’70, con oggetti, luoghi e persone parte del mondo di Patti.
Siamo nella New York del Chelsea Hotel, del Max’s Kansas City, del mitico CBGB (che ha chiuso i battenti nel 2006) degli ultimi poeti della beat generation, del sodalizio umano ed artistico con il fotografo Robert Mapplethorpe.
Sullo sfondo la Factory di Andy Warhol, il movimento punk, i Velvet Underground ed il clima culturale unico di una città che vedeva convivere in simbiosi dialettica almeno quattro generazioni di artisti.
In galleria sono presentate fotografie dell’attuale Patti Smith. Una Patti Smith tornata dai primi anni ’90 on the stage, capace di portare al suo pubblico, che non l’aveva mai abbandonata negli anni del silenzio, il carico di storia personale che ne fa una delle figure più ricche e problematiche della scena artistica contemporanea.
E’ una Patti Smith diversa da quella degli anni di Horses, di nuova presenza scenica: la sua personalità, i suoi testi portano un condensato di arte, letteratura, musica e poesia intrecciati ad una storia personale dai tratti forti che segnano sul suo viso, sulla mimica del suo corpo un forte racconto di vita e di arte ben metaforizzato dai drammatici chiaroscuri di queste fotografie.
Claudia Morselli