giovedì 31 gennaio 2008

I giovani al cinema!


Dal 1° febbraio 2008 la Fice Emilia Romagna realizza un’iniziativa promozionale sul prezzo d’ingresso al cinema, rivolta ai giovani frequentatori delle sale d’essai e finalizzata ad attuare gli obiettivi dell'Accordo di programma quadro in materia di politiche giovanili e attività sportive, realizzato dal Ministero per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive e dalla Regione Emilia Romagna.
Tra questi obiettivi figura la volontà di favorire i consumi culturali meritori nel mondo giovanile.
Il progetto, finanziato dal Ministero, dalla Regione e dalla Fice stessa con una somma complessiva di 470 mila euro nel triennio 2007-2009, è incentrato sull’applicazione del costo d’ingresso di 3 euro in un giorno alla settimana per i giovani fino ai 30 anni compiuti che si rechino nelle sale cinematografiche del circuito d’essai dell’Emilia Romagna.
L’iniziativa sarà supportata da un’importante campagna promozionale basata sullo slogan “Chi fa d’essai fa per tre”.
“L’obiettivo – dichiara Alberto Tagliafichi, presidente Fice dell’Emilia Romagna - è evidentemente quello di incrementare le presenze in tale giornata e, più in generale, rilanciare l’appeal del circuito d’essai dando un segnale molto forte di attenzione al mondo giovanile.”
Al circuito Fice aderiscono i cinema impegnati a proporre il meglio del cinema d’essai e di qualità.
Al progetto partecipano sale in tutte le province con 61 schermi per 51 cinema.
Sul sito http://www.cinemaeurotre.it/ l’elenco di tutte le sale che aderiscono all’iniziativa.
Claudia Morselli

martedì 29 gennaio 2008

Art White Night tiene sveglia Bologna

L'arte scende in strada.
Ci voleva ArteFiera per organizzare anche a Bologna una notte bianca. E, se in realtà non è stata proprio una notte intera, almeno qualche ora è stata assicurata. Tra le 20 e le 24 di sabato 26 gennaio il centro di Bologna si è trasformato in una grande vetrina dell'arte contemporanea. Aperture serali di musei, gallerie e negozi. Concerti mostre e un buffet itinerante in palazzi e luoghi storici della città.
E a mezzanotte chiusura con i fuochi artificiali in Piazza Maggiore.
È stato uno straordinario successo di pubblico ai musei civici, con il pubblico che ha potuto visitare le collezioni permanenti e le opere di artisti contemporanei installate nei musei della città, straordinariamente aperti fino alle 24.00.
Incalcolabile il numero di visitatori del cortile d’onore di Palazzo d'Accursio, che accoglie una grande scultura di Arnaldo Pomodoro e una installazione di Fabrizio Plessi; 1324 i visitatori del Museo Morandi, quasi mille quelli delle Collezioni Comunali d’Arte.
Almeno 5mila persone è la prudente stima formulata dai responsabili della Biblioteca dell’Archiginnasio, che ospita una installazione di Herbert Hamak, nonché l’affollatissima mostra Carducci e i miti della bellezza.
Stesso successo al Museo Archeologico, che presenta una installazione di Andrea Santarlasci e un'opera storica di Nanni Valentini oltre alla mostra Libri e documenti. Arte povera 1966-1980.
671 le presenze registrate al Museo Medievale che ospita la mostra La croce dipinta di Marco Zoppo e la cultura pierfrancescana a Bologna, a cui si aggiungono le centinaia di visitatori che hanno ammirato nel cortile del museo l’allestimento di un'opera di Alex Pinna.
1.622 sono stati invece gli ingressi al Museo della Musica, dove per l'ultima sera è stato possibile visitare la fortunata mostra Callas sempre Callas, nonché scoprire un’opera di Antonella Zazzera.
Infine sono state più di 3000 le presenze a MAMbo per le tre mostre personali dedicate a Luigi Ontani, Guyton Walker e Ding Yi, che vanno ad aggiungersi ai 6000 che hanno preso parte all’inaugurazione del giorno precedente.
Claudia Morselli

lunedì 28 gennaio 2008

A Bologna si decide il futuro del telescopio Hubble

150 scienziati da tutto il mondo sotto le due torri dal 29 al 31 gennaio per discutere dell’ultima sfida del leggendario satellite

Dato più volte per spacciato, vittima da una parte della veneranda età (18 anni) e dall’altra dei tagli ai finanziamenti per le missioni spaziali ad alto rischio, il Telescopio Spaziale Hubble - il gioiello della NASA e dell’ESA che ha rivoluzionato le nostre conoscenze sull’Universo - sta per vivere un’ultima stagione di successi. È stata infatti approvata dalla NASA una quarta e ultima missione di manutenzione, prevista per il prossimo agosto, che garantirà a Hubble altri quattro anni di attività. Quattro anni che gli astrofisici intendono utilizzare nel migliore dei modi. Per decidere come, si riuniranno a Bologna oltre 150 scienziati da tutto il mondo, da domani e fino al 31 gennaio, per un workshop internazionale organizzato dall’Istituto Nazionale di Astrofisica e dall’Università di Bologna.
Hubble si è dimostrato uno strumento insostituibile per la comunità scientifica mondiale. Grazie alla sua capacità di osservare l’Universo molto più in profondità di ogni altro telescopio (e dunque molto più indietro nel tempo) e con una risoluzione spaziale talmente elevata da permettere di distinguere le singole stelle all’interno degli ammassi globulari, ha segnato un’intera generazione di astronomi.
Mai nessun telescopio spaziale è stato tanto “coccolato”. D’altronde, Hubble è un satellite leggendario. Messo in orbita nel 1990, ha regalato alla comunità scientifica e al grande pubblico diciotto anni di dati eccezionali, di immagini suggestive e di emozioni. Già, perché per raggiungere la qualità ineguagliabile che lo caratterizza, e per mantenersi in perfetta forma fino alla maggiore età, sono state necessarie ben tre missioni spaziali di manutenzione (1997, 1999 e 2002). Senza contare l’intervento radicale, effettuato nel 1993, per risolvere un problema di messa a fuoco, una tra le missioni più complesse e ardite che gli astronauti della NASA si siamo mai trovati ad affrontare. Ora, grazie alla missione di agosto 2008, Hubble potrà raggiungere l’apice delle sue possibilità. E forse riuscirà persino a individuare, per la prima volta, un buco nero all’interno di un ammasso globulare: probabilmente uno tra i desideri proibiti in cima alla lista che uscirà dal convegno bolognese.
Claudia Morselli

domenica 27 gennaio 2008

“C'è un posto per te”


L'esigenza di rendere le città italiane più vivibili e sostenibili sta portando molte amministrazioni locali a prendere provvedimenti drastici in tema di mobilità. Nei grandi centri urbani l'intervento pubblico rappresenta l'unico modo per incidere sugli spostamenti dei cittadini, con interventi che spesso sono volti alla riduzione dei mezzi in circolazione per periodi di tempo determinati o a “pass” per l'ingresso nei centri storici.
In molte città italiane sono stati elaborati anche piani alternativi di mobilità sostenibile che, senza eccessive limitazioni, stanno cercando di trasmettere ai cittadini abitudini sane e intelligenti per i percorsi, come quello casa-lavoro, che si compiono quotidianamente.
Fra le pubbliche amministrazioni che si stanno impegnando in questi progetti c'è anche la Provincia di Bologna che, dal 9 gennaio ha avviato il nuovo progetto di carpooling “C'è un posto per te” per far diventare l'auto, a Bologna e provincia, un mezzo di trasporto condiviso fra più persone.
L'iniziativa, realizzata con la collaborazione della Fondazione Carisbo e di 15 Comuni del circondario aderenti al protocollo d'intesa, mira a far diminuire il traffico cittadino, specialmente nei tragitti lunghi che molti pendolari compiono abitualmente in entrata nel capoluogo emiliano.
A questo proposito la Provincia ha predisposto una campagna di comunicazione nei comuni interessati ed un apposito sito (http://www.autocondivisa.bo.it/) in cui, dopo essersi registrati, è possibile segnalare i propri tragitti e gli orari di percorrenza degli stessi. Attraverso la registrazione dell'utente sul sito vengono subito filtrati possibili tragitti e dati dei partecipanti. Informazioni che, elaborate da un apposito software, permetteranno di gestire al meglio richieste e offerte di passaggio per formare equipaggi in modo ordinato.
Il sito descrive inoltre il piano di carpooling nel dettaglio e, oltre a favorire l'incontro fra gli interessati al progetto, permette di essere sempre aggiornati sulle ultime novità in tema di mobilità sostenibile (es: qualità dell'aria, tecnologie anti-inquinamento).
Claudia Morselli

giovedì 24 gennaio 2008

una roba scomoda

Parla di un atto di ribellione il nuovo film di Wilma Labate signorinaeffe, che insegue le vicende che infiammarono Torino e la Fiat nel settembre 1980.
Evento paradigmatico che condizionò il futuro lavorativo e di classe del bel Paese, immerso negli anni caldi del terrorismo e del tentativo di cambiamento originato dal disagio di una generazione che non fu capace troppo spesso di dialogare.
La connotazione socio - politico - storica è nota, o si spera che lo sia.
Partendo dall'atto di ribellione nei confronti della famiglia di umili origini meridionali, inseguiamo la passione di Emma, interpretata dall'intensa e molto bella Valeria Solarino, che preferisce all'ingegnere Fiat Silvio (Fabrizio Gifuni) il ribelle operaio Sergio (Filippo Timi).
Il film utilizza il registro del mélo, per stessa ammissione della regista, per narrare gli eventi di cui la storia d'amor dei due contro il mondo è catalizzatore di strappi e lacerazioni di un'epoca. Glissando volontariamente, a parte le parole facinorose di un oste, nel trattare gli atti violenti che contiguamente avevano imperversato nella Torino di quegli anni (come la rappresaglia terroristica che subirono 61 dipendenti Fiat poco prima dello sciopero generale degli operai, i colletti blu, che risposero alla decisione arbitraria di licenziarne 14.000), nel guardare dentro e fuori gli animi dei protagonisti si cerca di materializzare e dare vita a ciò che si manifestò in quei giorni.
Perno è la figura femminile di Emma, il suo riscuotersi a poco a poco da un sogno altrui, quello di rivalsa della propria famiglia, in un'epoca che non fa i conti con il cambiamento sociale che corre inesorabile.
Nel contatto con Sergio, l'inseguirsi dei loro sguardi, il contrarre la loro passione, sotto gli occhi di un mondo i cui cardini si sgretolano lentamente, avviene la marcia dei 40.000 colletti bianchi, i dipendenti Fiat pro azienda.
La classe operaia ha perso; contentino, un accordo sindacati - azienda, frutto delle collusioni con la politica. Ha perso la passione, sacrificando se stessa. Emma ritorna da Silvio, chiedendo la salvezza di Sergio. Crolla il senso di classe, l'identità a cui appartenere e per cui combattere. Largo ai furbetti.
Le didascalie ci ricordano che il padrùn di Torino dopo qualche anno servirà la sua vendetta, licenziando 24.000 dipendenti in tutto lo stivale.
La donna Emma cammina dopo anni per Torino e sale su un taxi dove trova Sergio. Un accenno di sorriso sul suo viso di nuovo di ragazza sembra diradare le ombre della storia.
Claudia Morselli

E' il momento di Bologna!

Bologna si fa bella e si veste di arte.
Quella contemporanea, che invaderà la città felsinea con la 32ma edizione di Arte Fiera Art First (24-28 gennaio), la mostra-mercato più importante d’Italia che si conferma imprescindibile punto d’incontro e di scambio per il sistema dell’arte internazionale, moderna e contemporanea.
Più di duecento le gallerie presenti, fra italiane e straniere. Solo per citarne qualcuna, Alison Jacques (London); Bodhi Art (Mumbai); James Cohan Gallery (New York); Monica De Cardenas (Milano); Massimo De Carlo (Milano); Jérôme De Noirmont (Parigi); Austin Desmond (Londra); Lelong (Parigi); Jablonka (Colonia); Diana Lowenstein (Miami); Christian Stein (Milano); Studio La Città (Verona).
Incontri con critici e artisti; conferenze; riconoscimenti, come il Premio Euromobil. Uno spazio privilegiato dedicato alla creatività emergente, con una selezione di 26 giovani gallerie che potranno così avere visibilità in questa vetrina internazionale.
Ma il bello di questo viaggio nell’arte contemporanea è che non si esaurisce nei padiglioni del quartiere fieristico. Continua anche, o forse soprattutto, fuori.
Con Bologna Art First – progetto nato dalla collaborazione tra il Comune e Arte Fiera e giunto alla sua terza edizione – i musei, le piazze, i palazzi e i cortili del centro storico diventano luogo dove vivere e sperimentare l’arte. Palazzo d’Accursio e Palazzo Re Enzo, i Musei di Palazzo Poggi e la Biblioteca dell’Archiginnasio cambieranno volto ospitando installazioni, dipinti e sculture di artisti contemporanei selezionati da un apposito comitato. Arnaldo Pomodoro, Fabrizio Plessi, Cristiano Pintaldi sono solo alcuni dei protagonisti.
E non finisce qua. C’è Arte Fiera Off, un raccoglitore di mostre, proiezioni ed appuntamenti che ruotano attorno al grande evento e che coinvolgono vari luoghi. Il MAMbo (Museo d’Arte Moderna di Bologna) in primis, con tre nuove mostre personali (Luigi Ontani; Guyton/Walker; Ding Yi); la cineteca con una retrospettiva sul regista svizzero Daniel Schmid scomparso nel 2006; le gallerie d’arte legate all’Ascom; la rassegna Bologna si rivela, organizzata dalla Fondazione Carisbo per la regia di Philippe Daverio. E ancora Netmage, il festival delle arti elettroniche, ospitato nel week-end a Palazzo Re Enzo.
Ce ne sarà davvero per tutti i gusti e i livelli. Artisti e critici, collezionisti e appassionati d’arte. Ma anche semplici curiosi e visitatori di passaggio. A tutti loro Bologna regalerà una notte bianca all’insegna dell’arte, sabato 26 gennaio.
Katia Grancara

mercoledì 23 gennaio 2008

Not so private. Gallerie e storie dell’arte a Bologna.


Non così privato. In queste tre parole è racchiuso il senso del nuovo progetto sviluppato dall’Istituzione Galleria d’Arte Moderna di Bologna in collaborazione con l’Associazione Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea aderente ad Ascom Bologna.
Le gallerie private – a Bologna in particolare, ma nel panorama italiano in generale – sono molto meno private di quanto si possa pensare. Perché non si sta parlando solo di mercato e di mercanti d’arte. Ma di un ruolo pubblico che esse hanno svolto negli anni e svolgono tuttora nel sistema dell’arte.
Forse inconsapevolmente e con un occhio sempre rivolto al mercato, ma hanno lavorato a fianco delle istituzioni, integrandone la proposta e lo scenario artistico, costruendo un dialogo con l’artista e il collezionista e facendosi così a loro volta promotrici e veicolo di cultura.
12 le gallerie coinvolte nell’iniziativa, articolata in sette mostre ospitate presso Villa delle Rose (Via Saragozza 228/230) e che si avvicenderanno per tutto il 2008. Galleria Arte e Arte, Galleria d’Arte Cinquantasei, Galleria De’ Foscherari, Galleria Di Paolo Arte, Galleria Forni, L’ariete Arte Contemporanea, Galleria d’Arte Maggiore G.A.M, Otto Gallery, Galleria d’Arte Paolo Nanni, Galleria Stefano Forni, Galleria Studio G7, Trimarchi Arte Moderna.
Il primo appuntamento apre il 24 gennaio in occasione di Arte Fiera, con una mostra corale di presentazione in cui ciascuna delle 12 gallerie espone una singola opera significativa.
Gli altri sei saranno invece appuntamenti a tema. Ospiteranno di volta in volta due gallerie e attraverso le opere selezionate di ciascuna si ricostruirà la storia della galleria stessa o un tema dominante su cui essa si sta concentrando.
Una collaborazione pubblico-privato che gioverà soprattutto ai fruitori dell’arte e alla città di Bologna e che – concordano gli interessati – non si esaurirà in questo progetto.
Katia Grancara