sabato 9 febbraio 2008

CaseAperte

Alla presenza degli artisti Karin Andersen, Lorenzo De Boni, Raimondo Galeano, Simona Gavioli, Giorgio Lupatelli, Aurore Martignoni, Luigi Mastrangelo, Gianni Pedullà, Tommaso Raffoni, Leonardo Santoli, Stefano Scippa, Squp, Beatrice Zerbini, CaseAperte inaugura oggi una mostra collettiva, un concerto strumentale e una lettura di poesie.
Sarà esposta una ricca selezione di opere tra le più significative degli artisti.
L'evento avrà luogo in Strada Maggiore 10 alle 18, presso casa Succi e sarà articolato tra due appartamenti di cui una al terzo ed una al quinto piano con la possibilità di accedere ad una delle più suggestive terrazze di Bologna dove sembra che le due torri -Asinelli e Garisenda- si possano toccare.
Nella prima abitazione esporrà il Galeano Staff noto gruppo di artisti già consacrato sul panorama nazionale ed internazionale e altri artisti a loro vicini con l'accompagnamento musicale di Marcello e la sua band, nella seconda esporranno due giovani fotografi emergenti Aurore e Tommaso mentre Beatrice reciterà i suoi versi e infine sulla terrazza potrete ammirare un'emozionante installazione scultorea. Naturalmente immancabili gli sponsor - Carpenè Malvolti- e -Pasticceria Laganà- che renderanno ancor più lieta la serata. Inoltre si effettuerà nel corso della serata una degustazione di caffè e mozzarelle gentilmente offerti da - Campania Marketing - e - Pronto Caffè-.
CaseAperte, tutto parte dall'esigenza di vedere luce, dare forma.
"Abbiamo riflettuto sulla concretezza e sull'effettiva praticabilità che un'idea -ARTISTICA- riscontra quotidianamente. Nel circostante. Ci siamo resi conto che, oggi, è semplice avere un'idea, ma risulta molto difficile poterla fermare, anche solo per una sera. Fermare un'idea, trovare un luogo adatto all'evoluzione della stessa, consentendole di mostrarsi a sensi diversi dai nostri." VEDERE-ASCOLARE-PARLARNE. Concetti.
Il nostro invito trova spazio in una nuova forma solidale tra espressioni classiche. PITTURA-SCULTURA-MUSICA-POESIA. Il nostro programma ama definirsi installazione viva dentro la vita della gente. Un concerto, un salotto. Un'esposizione, una cucina. Una casa, un'installazione."
Claudia Morselli

venerdì 8 febbraio 2008

Le canne d´oro alla bolognese pescano Bush e gli sceicchi


In mostra da oggi i produttori di attrezzi per la pesca sportiva.

Ha stregato gli sceicchi di Dubai con le sue canne d´oro costruite lungo la Via Emilia.
Non sapeva se avrebbe mai trovato clienti con quei mulinelli intarsiati a 24 carati e la firma del proprietario incisa con il prezioso metallo.
E invece, sorpresa, ad una fiera negli Emirati Arabi Uniti si è visto avvicinare da un emiro che ha staccato un assegno da 40 mila euro per i prodotti del suo stand sfavillante e poi ha messo in mostra la regale attrezzatura in uno dei saloni di casa.
La più preziosa delle sue canne, finemente intarsiata, con il mulinello cesellato d´oro (l´intero meccanismo no, perché tutto d´oro non funzionerebbe a dovere) costa da sola cinquemila euro.
Il proprietario inventore, Carlo D´Olivo, vende i suoi prodotti anche al presidente degli Stati Uniti George W. Bush.
Anche per questo preferisce che il nome dell´azienda non venga riportato, «per motivi di sicurezza».
Chi fosse interessato, però, da oggi ha l´occasione di ammirare le sue più preziose creazioni al Fishing Show, il secondo salone internazionale della pesca sportiva, fino all´11 febbraio.
Un mondo incredibile quello della pesca sportiva emiliana.
Sono 130 mila i pescatori in regione.
Un mondo che attira almeno altri 150 mila appassionati provenienti da altre zone, con un significativo indotto turistico e dell´abbigliamento specializzato. Tra i produttori talento, passione e inventiva sono riusciti ad arginare l´invasione dei prodotti cinesi a basso costo.
Quasi due terzi di quelli che espongono alla mostra della pesca sono emiliano romagnoli.
«Sono almeno una decina le aziende locali leader a livello europeo nel loro settore», rivela Nicola Bucci, portavoce della Fipo, la federazione italiana dei produttori e degli operatori della pesca sportiva.
FISHING SHOW 2008 si propone come punto di riferimento nel mondo della pesca, partendo dalle ACQUE INTERNE fino ad arrivare al MARE, abbracciando tutte le tecniche che gravitano attorno a questo meraviglioso mondo!
La giornata di lunedì sarà interamente dedicata agli addetti ai lavori che, nella sede di Bologna, troveranno il luogo ideale per contattare e incontrare le aziende.
Un Business Day di alto profilo e con tante opportunità.
Claudia Morselli

giovedì 7 febbraio 2008

L'altra faccia di Bologna

C’è una Bologna grassa e dotta – quella dei tortellini, delle due torri e dell’università più antica del mondo – e c’è una Bologna più nascosta, che pure è sotto i nostri occhi ogni giorno.
Mario Rebeschini – giornalista e fotoreporter bolognese – le conosce entrambe, ma con il suo obiettivo ce ne racconta solo una, quella meno conosciuta.
L’altra la lascia alle cartoline e alle foto ricordo.
In 80 scatti questo grande fotografo “di strada” - che ha fatto del mondo dell’emarginazione, del lavoro, della politica e del quotidiano la sua fonte d’ispirazione - ci mostra quello che È accaduto a Bologna, nella Bologna invisibile.
Quella delle baracche dei rom sul Lungoreno demolite dalle ruspe, quella dell’intimità religiosa delle famiglie di immigrati che vivono in città e nelle periferie, quella degli artisti di strada, dei comizi politici e della vittoria dell’Italia agli ultimi mondiali.
O quella silenziosa, dormiente sotto un manto innevato.
Non si tratta di fotogiornalismo di denuncia, ma quando uno decide da che parte stare, allora può solo mostrare quella realtà.
Senza giudizio e senza critica.
Solo volontà di rivelare che questa Bologna esiste, respira, mangia, si diverte, prega e agisce.
E di far riflettere.
La mostra, allestita nella Galleria d’Accursio (fino al 17 febbraio), è stata organizzata dall’Unione Fotografi Organizzati (Ufo) assieme a Fotoviva ed è accompagnata da altri 48 scatti realizzati da 8 giovani fotografi che hanno partecipato ai corsi di reportage promossi dall’Ufo su temi d’attualità.
Katia Grancara

mercoledì 6 febbraio 2008

I temi della colpa, del rimorso e del castigo in una moderna tragedia greca


Il primo febbraio è uscito nelle sale italiane “Sogni e Delitti”, titolo originale “Cassandra’s dream”, la nuova commedia tinta di nero di Woody Allen, terzo film ambientato a Londra dopo “Match Point” e “Scoop”.
L’ultima fatica del regista newyorchese è stata presentata in anteprima mondiale come film fuori concorso alla 64° mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia (2007) nella sezione “Vecchi maestri”.
Il regista in questa sua ultima opera si è di nuovo fatto da parte come attore, lasciando pieno spazio ai due protagonisti, Ewan McGregor e Colin Farrell, impegnati comunque a dar vita ai suoi dilemmi morali.
Woody Allen ha voluto evidenziare come due ragazzi con qualche difetto ma, tutto sommato, gentili e di discreta educazione, pur essendo cresciuti nello stesso habitat e con identici principi, reagiscono diversamente davanti a proposte delittuose e al conseguente senso di colpa; ha voluto inoltre rimarcare come attualmente siano cambiati i concetti di moralità e di normalità e addirittura alcuni valori base stiano scomparendo.
Sembrerebbe quasi che ognuno di noi abbia mille giustificazioni per ogni gesto o azione più o meno grave che compie.
La trama è lineare ma avvincente; mantiene alta la tensione nello spettatore, però non convince appieno per via di situazioni poco realistiche e non approfondite.
La storia comunque regge grazie alla buona regia, alla bravura degli attori e alla bella e incisiva fotografia di Vilmos Zsigmond con il quale Allen aveva già lavorato.
Lo stesso regista ammette tuttavia che i suoi ultimi film, e ancor di più questo, sono stati fatti frettolosamente, con l’ansia di far presto a finire il lavoro per poter tornare a casa; così facendo, tuttavia, non è riuscito a presentare tutti i risvolti della storia in modo convincente.
Infine la location londinese, con i suoi cieli piovosi e le periferie grigie e buie, ma anche con i salotti sontuosi e i locali di ritrovo caldi e intimi, si presta molto bene per lo svolgimento del dramma.
Claudia Morselli

martedì 5 febbraio 2008

Il mondo è un vampiro


Otto anni dopo il memorabile tour che portò la band di Billy Corgan in Italia, prima dell’annunciato scioglimento, gli Smashing Pumpkins sono tornati, un nuovo album alle spalle e una grande voglia di rendere indimenticabile questo ritorno.
Corgan, ricostruita la sua band quasi da zero (l’unico componente che ha resistito alla prova degli anni e allo scioglimento del 2000 è il batterista Jimmy Chamberlin), propone due ore e mezza di grande rock, scatena la sua energia e la sua potenza vocale smentendo ogni voce che parlava di una reunion forzata e lontana dai fasti degli anni 90.
Gli Smashing Pumpkins salgono sul palco alle 21, con una puntualità più unica che rara, e aprono il loro live con la lunga “Porcelina Of The Vast Oceans”, un brano di nove minuti che scalda immediatamente la folla accorsa al PalaMalaguti di Bologna per ritrovare le “zucche”.
Il concerto, seppur debole dal punto di vista dell’illuminazione e della coreografia, è tutto nella verve di Billy Corgan e la sua chitarra, che lentamente sembra trasformarsi in una protesi del corpo, sembra lanciare fiamme ad ogni riff, il suo sound è graffiante come un rasoio e sembra sparare verso il pubblico pallottole con ali di farfalla.
L’ultimo grande successo è “1979”, proposta in versione acustica, fino alla chiusura affidata all’ottima “Cherub Rock”, forse non adatta per essere l’ultima canzone di una setlist (sarebbe stata più adeguata Tonight Tonight probabilmente), ma che comunque regala al concerto l’ultima scarica di adrenalina.
Il ritorno in Italia degli Smashing Pumpkins si rivela un successo, due ore e mezza di grande musica, composta da scariche di elettricità alternate a ballate di grande effetto. Billy Corgan conferma tutte le sue doti di frontman, prendendo per mano ogni singolo spettatore e lanciandolo in un vortice di rock potente e scintillante.
Un live pienamente riuscito, e se è vero che “il mondo è un vampiro”, come canta Corgan, allora gli Smashing Pumpkins rappresentano un valido antidoto.
Claudia Morselli

domenica 3 febbraio 2008

Il Carnevale dei Bambini

Sfilate dei carri allegorici ed altre iniziative per le vie del centro storico.



Alcuni fanno risalire la radice etimologica del Carnevale al carrus navalis, carri a forma di nave usati a Roma nelle processioni di purificazione.
Altri al carnem levare, togliere la carne, che indica l’inizio della Quaresima, periodo in cui ai cattolici era vietato mangiare carne.
La tradizione medioevale prevedeva, infatti, un banchetto di "addio alla carne" la sera precedente il mercoledì delle Ceneri, saziandosi fino alla nausea prima dei digiuni quaresimali.
Qualunque siano le vostre curiosità sul carnevale, non potete mancare alla Cinquantaseiesima edizione del Carnevale dei Bambini di Bologna.
L'evento principale sarà la tradizionale sfilata dei carri in maschera, con partenza da Piazza VIII Agosto e arrivo in Piazza Maggiore per il discorso di Balanzone e la distribuzione di giochi e dolciumi.
Questa edizione prevede anche un'iniziativa speciale per le scuole, i cui protagonisti saranno proprio i bambini con la loro capacità di colorare la città, e tre pomeriggi per bambini presso il "Cortile dei Bimbi", lo spazio ludico coperto e riscaldato al centro del Parco della Montagnola.
Martedì grasso (5 febbraio) è prevista inoltre un'iniziativa speciale per le scuole, i cui protagonisti saranno proprio i bambini con la loro capacità di colorare la città. Alle 10 ritrovo in Piazza VIII Agosto, a seguire sfilata in costume lungo Via Indipendenza e arrivo in Piazza Maggiore per la foto-sfilata.
Saranno allestiti anche alcun set fotografici per chi vorrà immortalare il proprio e l'altrui costume in un'ambientazione fantastica, dalle fiabe ai pirati.
Per informazioni e adesioni: tel. 051- 422.8708 o www.isolamontagnola.it.
Il Comitato Manifestazioni Petroniane propone anche tre pomeriggi per bambini presso il "Cortile dei Bimbi", lo spazio ludico coperto e riscaldato al centro del Parco della Montagnola.
Nelle giornate del 3 e 5 febbraio, dalle 16.30 alle 19.30, animazione per tutte le età, giochi, divertimenti e sfilata in maschera con il Re di Carnevale.
Claudia Morselli

sabato 2 febbraio 2008

Lampi accecanti di ovvietà

Ridere delle ovvietà, delle umane debolezze, delle italiche miserie, questa la scommessa, vinta alla grande, di Enrico Bertolino e del suo nuovo spettacolo teatrale “Lampi di accecante ovvietà”, ieri sera al Teatro delle Celebrazioni di Bologna, davanti ad un pubblico numeroso e divertito.
Niente satira sferzante, niente volgarità gratuite ma tanta attualità politica (Mastella e consorte, Prodi e la sua faccia da Braccobaldo invecchiato, Berly Potter, Padoa-Schioppa che dice che le tasse sono bellissime), tanta satira di costume e persino un pezzo su Bologna, scritto appositamente da Curzio Maltese.
In una scenografia essenziale fatta di cubi su cui si alternano la immagini e i filmati, esilaranti quelli che mostrano i nostri politici alle prese con l’inglese, Bertolino si muove per quasi due ore con il garbo e l’eleganza che hanno fatto di lui il gentleman della comicità, accompagnato al pianoforte da Teo Ciavarella, anche lui rinchiuso in uno dei cubi.
Lo spettacolo inizia con un invito al pubblico a dormire insieme a lui, “siamo stanchi è venerdì e il teatro è un luogo adatto per dormire”, ma ben presto i sogni si trasformano in incubi, in immagini di un Paese che tutto è fuorché normale, perché in un paese normale i voli non saltano perché manca l’aeromobile, i parlamentari non si aumentano gli stipendi da soli, senza che la Corte dei Conti possa intervenire ma soprattutto non c’è Mastella a capo del Ministero della Giustizia, che ora non abbiamo più.
Quindi non resta che una soluzione, prendere il megafono e “pronti, azione, via” diventare registi della nostra vita. L’impiegata della compagnia aerea risponde seccata alle proteste dei passeggeri bloccati in aeroporto: a casa; lo specialista non sa dirti perché stai male e ti dice che “di qualcosa si deve pur morire” pensando di fare una battuta: niente parcella se non a guarigione avvenuta; la compagna di letto vuole fare un dibattito mentre stai per addormentarti e da mesi si nega: zitta altrimenti “andare a rompere i … a qualcun altro.”
Bertolino racconta con intelligenza e passione civile l’Italia di oggi e lo spettacolo, diretto da Massimo Navone, scorre veloce, tra battute fulminanti, frasi in dialetto meneghino, immagini divertenti e la naturale verve comica dell’ex bancario che sogna un Italia normale.
Ultima replica sabato 2 febbraio sempre al Teatro delle Celebrazioni di Bologna.
Claudia Morselli